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Crisi libica, infermieri italiani in prima linea grazie a Cives

Crisi libica, infermieri italiani in prima linea grazie a Cives

25/02/2011 - Con l'aggravarsi della crisi è sempre più probabile un impegno in prima linea soprattutto dei Paesi dell'Unione europea per scongiurare una catastrofe umanitaria.

Con l'aggravarsi della crisi in Libia, è sempre più probabile un impegno in prima linea soprattutto dei Paesi dell'Unione europea per scongiurare una catastrofe umanitaria dovuta alle violenze perpetrate ai civili in questi giorni, nonché ai flussi migratori spontanei e incontrollati verso le sponde non africane del Mediterraneo.
Anche gli infermieri italiani potrebbero essere coinvolti dal ministero della Salute in eventuali iniziative di assistenza solidale. "Attendiamo di capire come vorrà muoversi il Governo - ha commentato la presidente della Federazione nazionale Collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro - prima di informare i nostri 380.000 iscritti e coinvolgerli".
Silvestro ha sottolineato che i professionisti iscritti all'Albo sono "disponibili sia ad assicurare l'assistenza a chi arriva in Italia sia a muoversi verso i luoghi della crisi ed anche ad assumere iniziative concrete che potranno essere definite nei prossimi giorni".
A oggi, ha sottolineato Silvestro parlando all'agenzia di stampa Adnkronos, sono circa 2.000 gli infermieri pronti a partire da subito: "Si tratta di operatori che fanno parte della nostra associazione di volontariato professionale Cives (Coordinamento infermieri volontari per l'emergenza sanitaria), composta da infermieri disposti a muoversi, se ce n'è bisogno, in tempi brevissimi e con mezzi propri per un primo intervento infermieristico".

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