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Emergenza-Urgenza, ruolo strategico per gli infermieri. Documento Simeu-Irc

Emergenza-Urgenza, ruolo strategico per gli infermieri. Documento Simeu-Irc

12/11/2015 - Gli infermieri hanno un ruolo strategico nel sistema di emergenza territoriale: sono punto di collegamento, in riferimento con la componente medica e in base a protocolli condivisi e ufficiali possono somministrare terapie, anche farmacologiche. Simeu e Irc mettono a punto un documento di Policy Statement approvato a livello nazionale. IL DOCUMENTO

Gli infermieri hanno un ruolo strategico nel sistema di emergenza territoriale: sono nella maggior parte dei casi il punto di collegamento per la maggior parte delle postazioni, in costante riferimento con la componente medica e, anche per questo, in base a protocolli condivisi ed emanati ufficialmente dal direttore della Centrale operativa 118 possono somministrare terapie, anche farmacologiche. 

Parla chiaro il documento di Policy Statement approvato dal Consiglio direttivo nazionale della Simeu, la Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza, sottoscritto anche dall’talian resuscitation council. 
 
Il documento rappresenta il punto fermo dei medici e infermieri di emergenza-urgenza che scrive la parola fine alle polemiche degli ultimi tempi sull’intervento degli infermieri nell’emergenza territoriale.
 
La Simeu ricorda nel documento che nelle  patologie tempo-dipendenti, la “precocità dell’inquadramento diagnostico e i conseguenti provvedimenti terapeutici, anche farmacologici, assumono un ruolo critico nell’ outcome clinico, sia quoad vitam che quoad valetudinem”. Ma i ritardi ci sono e sono causati per lo più da tempi troppo lunghi nell’attivazione dei servizi di Emergenza territoriale 118 da parte della popolazione, dall’intervallo tra insorgenza dell’evento e primo contatto medico, lungo e non adeguato alle necessità assistenziali e dal sovraffollamento dei dipartimenti di Emergenza con aumento del rischio clinico.
 
La somministrazione di terapie da parte degli infermieri, secondo la Società scientifica di emergenza-urge za si inquadra in processo legato  alla tempestività del trattamento e spesso risulta essenziale per la salvaguardia della vita e/o della salute dei pazienti, come in caso di overdose da oppiacei, grave sindrome ipoglicemica, sindrome coronarica acuta, insufficienza respiratoria acuta  ecc.
 
I presupposti giuridici ci sono: il Dpr 27 marzo 1992 “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria di emergenza”, dice che ”il personale infermieristico professionale, nello svolgimento del servizio di emergenza, può essere autorizzato a praticare iniezioni per via endovenosa e fleboclisi, nonché a svolgere le altre attività e manovre atte a salvaguardare le funzioni vitali, previste dai protocolli decisi dal medico responsabile del servizio”. Previsione in linea, sottolinea il documento Simeu,  con l’evoluzione della figura infermieristica, stabilita dal Dm 739/94 e dalla legge n. 42/99, caratterizzata dal riconoscimento di specifica autonomia e responsabilità professionale in ambito preventivo, curativo, palliativo e riabilitativo
 
In più, aggiunge la Simeu, numerose esperienze internazionali hanno evidenziato l’importanza dell’intervento infermieristico, anche farmacologico, nelle condizioni cliniche “caratterizzate nel migliorare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti, in condizioni di assoluta garanzia riguardo all’efficacia, sicurezza, tempestività del trattamento, nonché rispetto della soddisfazione di pazienti, congiunti ed operatori del sistema di emergenza – urgenza”.
 
Perché l’infermiere possa somministrare la terapia farmacologica, il documento indica quattro condizioni:
  1. specifico percorso formativo accreditato e finalizzato al trattamento anche farmacologico delle patologie tempo dipendenti in ambito di emergenza territoriale
  2. protocolli condivisi ed emanati ufficialmente dal Direttore della Centrale operativa 118 competente per territorio
  3. addestramento continuo,  anche con tecniche di simulazione avanzata, e audit periodico su casi clinici e  problematiche specifiche
  4. disponibilità di continuo contatto tra gli infermieri di emergenza territoriale, il medico di Centrale operativa e i medici del dipartimento di Emergenza, anche tramite reti telematiche  e di Telemedicina.
La Società dei medici e degli infermieri di emergenza-urgenza “anche in considerazione della particolare evoluzione culturale e normativa della figura infermieristica” degli ultimi decenni, “sostiene tali procedure nell’interesse dei pazienti, impegnandosi e promuovendo un’attività formativa specifica e finalizzata su tutto il territorio nazionale, accanto a un processo di revisione e miglioramento continuo dei protocolli di trattamento in emergenza, con particolare rifermento alle condizioni  caratterizzate da evolutività e potenzialmente a rischio di vita”. 
 
“Quelli a cui si fa riferimento - affrerma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione dei Coillegi Ipasvi - sono protocolli a cui  si è giunti facendo proprio quanto la comunità scientifica internazionale ha elaborato in materia, nella gestione di patologie traumatiche e non traumatiche, prevedendo  le specifiche competenze dell’infermiere adeguatamente e preventivamente  formato: oltre alla formazione e alle competenze dell’infermiere laureato, sono previsti ulteriori interventi formativi per accrescerne le competenze professionali e metterlo nelle condizioni di poter esprimere la propria professionalità in questi contesti: l’obiettivo non devono essere più le polemiche vecchie e strumentali, ma la salute dei pazienti”  
 
 
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