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Gran Bretagna: "Pazienti a rischio se gli infermieri sono stressati"

Gran Bretagna: "Pazienti a rischio se gli infermieri sono stressati"

31/10/2013 - Il Royal College of Nursing diffonde i dati di uno studio sulle condizioni lavorative del personale sanitario.

La cura del paziente è messa a rischio dallo stress lavorativo patito dal personale infermieristico. L'allarme arriva dalla Gran Bretagna, dove il Royal College of Nursing (l'Ordine professionale nazionale) ha diffuso i dati di un rapporto a firma dall'autorevole Mid Staffordshire NHS Foundation Trust Public Inquiry.

Un campione composto da duemila infermieri del settore pubblico e privato è stato interpellato nei mesi scorsi e, nel 56% dei casi, si è registrato un malessere dovuto da stress o burnout. Quattro infermieri su cinque, inoltre, hanno ammesso di essersi recati al lavoro anche in precarie condizioni fisiche, a causa delle politiche penalizzanti (sia dal punto di vista economico che di carriera) attualmente in vigore in merito alle assenze per malattia, specie quelle di lungo periodo.
A pagare lo scotto di questa situazione, denuncia il Royal College of Nursing, sono inoltre i cittadini, la cui assistenza è messa a rischio dalle cattive condizioni lavorative degli infermieri.

Il segreteratio generale del Royal College, Peter Carter, ha dichiarato: "E' preoccupante questo rapporto: indica che, piuttosto che favorire un ambiente che supporti il personale sanitario, alcuni datori di lavoro stanno invece adottando comportamenti che ingenerano stress e panico. Il rischio di burnout è molto reale, molto diffuso".

Il Dipartimento della Salute, attraverso il proprio portavoce ha diffuso una nota ufficiale a riguardo: "Il personale che lavora per il nostro Sistema sanitatio nazionale è la nostra risorsa più preziosa. Gli infermieri stanno attualmente lavorando molto duramente per continuare a fornire una elevata qualità delle cure a fronte di crescenti esigenze di assistenza sanitaria e in un periodo contraddistinto da risorse economiche scarse. Noi vogliamo sostenere gli infermieri: per quanto possibile, stiamo già investendo in tecnologia e formazione, per permettere agli infermieri di concentrarsi di più sui pazienti e meno sulle scartoffie". 

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