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Vicina al traguardo la nuova legge su responsabilità professionale e sicurezza delle cure

Vicina al traguardo la nuova legge su responsabilità professionale e sicurezza delle cure

11/01/2017 - Il ddl incassa il via libera del Senato e torna alla Camera per l'approvazione definitiva. Soddisfazione della Federazione Ipasvi che aveva fatto pressione affinché il provvedimento non fosse penalizzato dalla recente crisi di governo.

Il disegno di legge su rischio clinico e responsabilità professionale (il cosiddetto ddl Gelli) non solo non è finito nel dimenticatoio dopo la violenta crisi di governo e il varo di un nuovo esecutivo, ma ha oggi ricevuto il via libera dal Senato con 168 sì, 8 no e 25 asetnuti. Ora il provvedimento, molto atteso dai professionisti sanitari italiani, torna nuovamente alla Camera per l'approvazione definitiva.

“Nonostante gli aggiustamenti ancora possibili – sottolinea la presidente Ipasvi, Barbara Mangiacavalli - questo testo riconosce alle professioni sanitarie quel livello di responsabilità che negli ultimi tempi anche la Magistratura spesso attribuisce. Bisogna lavorare nel rispetto dei ruoli, della dignità professionale e dei contenuti. Lavorare in maniera sicura e appropriata e per farlo la cornice è anche quella dell’importantissimo capitolo che questa legge dedica al tema della responsabilità". Argomenti delicati e sensibili che la Federazione Ipasvi analizza anche alla luce del nuovo Codice deontologico attualmente in discussione presso i propri iscritti.

Il disegno di legge è nato anche per tutelare meglio il cittadino, come ha sottolineato il neo sottosegretario alla Salute, Faraone, in una delle sue prime uscite pubbliche: "Fondamentale l’istituzione di una figura di garanzia alla quale potrà rivolgersi qualsiasi utente del servizio sanitario per avere risposte e tutela. Al tempo stesso l’esistenza di una simile figura e la predisposizione di linee guida per le buone pratiche in sanità garantirà anche gli operatori. Importante pure la scelta di stabilire requisiti minimi per le polizze assicurative delle strutture sanitarie e tutte le norme che puntano a semplificare l’accesso al risarcimento ove ci siano i presupposti. Sarà, così, più rapida per il paziente la possibilità di ottenere un risarcimento dell'eventuale danno, qualora accertato, subito in ospedale.
Si promuove, inoltre, la sicurezza delle cure in tutte le strutture sanitarie con la nascita del centro per il rischio clinico che possa valutare gli errori dei professionisti ed operi per la loro prevenzione.
Nel complesso - conclude Faraone - si tratta di una norma di buon senso e che tutela il diritto alla salute e la serenità degli operatori evitando il fenomeno della ‘medicina difensiva’ che si sta diffondendo in tutto il mondo ovvero quella pratica di certo personale medico che dispone esami non necessari e ritarda il possibile o rifiuta interventi necessari per paura della causa risarcitoria aumentando inutilmente i costi del sistema e i rischi per il paziente”.

Soddisfazione anche da parte della senatrice Annalisa Silvestro, che ha prontamente postato sul suo profilo Facebook il frontespizio del ddl con la sintesi dell'esito della votazione appena avvenuta a Palazzo Madama.
Nelle scorse settimane, era stata promossa finanche una petizione, a cura del Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana, per sollecitare una rapida approvazione del provvedimento.

Il Parlamento è dunque ad un passo dal dare una risposta complessiva al tema della responsabilità professionale del personale sanitario e della sicurezza delle cure, nell'ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente che permetta, da una parte ai professionisti di svolgere il loro lavoro con maggiore serenità, grazie alla nuove norme in tema di responsabilità penale e civile, e dall'altra garantendo ai pazienti maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti.

Rispetto all’obiettivo sicurezza delle cure la futura legge orienta tutta una serie di strumenti: a cominciare dall’attivazione in ogni regione di un Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, deputato alla raccolta dei dati su rischi ed eventi avversi e sulle cause, l’entità, la frequenza e l’onere finanziario del contenzioso. L’altro pilastro del ddl è la revisione della responsabilità professionale: penale, trattata all’articolo 6, e civile, di cui si occupa l’articolo 7. Si esclude la punibilità del professionista - circoscritta per i reati di omicidio colposo e di lesioni personali alle ipotesi di colpa grave - nei casi in cui questi abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida e, in mancanza di esse, alle buone pratiche clinico-assistenziali. Ciò comporta l’inversione dell’onere della prova, che non sarà più a carico del sanitario ma del paziente stesso. Si prevede che le linee guida siano inserite nel Sistema nazionale per le linee guida e pubblicate nel sito dell’Istituto superiore di Sanità. Anche in sede di determinazione del risarcimento del danno, il Giudice terrà conto dell’eventuale circostanza che il professionista si sia attenuto alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate oppure in seconda battuta alle pratiche clinico-assistenziali.
Si disciplina, infine, la responsabilità civile, distinguendo tra contrattuale ed extracontrattuale. Si conferma come contrattuale la responsabilità della struttura sanitario o sociosanitaria, pubblica o privata, per i danni derivanti dalle condotte dolose o colpose degli esercenti le professioni sanitarie, anche quando scelti dal paziente e non dipendenti della struttura stessa.

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