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La Stabilita' 2016 e' legge: ecco tutti i provvedimenti

La Stabilita' 2016 e' legge: ecco tutti i provvedimenti

Martedì 22 dicembre il Senato ha approvato, con 162 voti favorevoli e 125 contrari, il disegno di legge di stabilità 2016, già licenziato dalla Camera, sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia. Si definitivo, con 154 voti favorevoli e 9 contrari, al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e al bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018.

Confermate le nuove assunzioni straordinarie di medici, infermieri e personale tecnico professionale per far fronte all’emergenza creatasi dopo l’entrata in vigore lo scorso 25 novembre del nuovo orario di lavoro per il personale del Ssn.

Sempre sul front lavorativo, le amministrazioni potranno procedere, per gli anni 2016, 2017 e 2018, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato di qualifica non dirigenziale nel limite di un contingente di personale corrispondente, per ciascuno dei predetti anni, ad una spesa pari al 25% di quella relativa al medesimo personale cessato nell’anno precedente.
A decorrere dal 1° gennaio 2016, poi, l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche non potrà superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015 ed sarà, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile ai sensi della normativa vigente.

Restando sempre in tema di Pubblica Amministrazione, si stabilisce che ciascuna Regione entro il 30 giugno di ogni anno individua le Aziende ospedaliere, le Aziende ospedaliere universitarie, gli Irccs e gli altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura che presentano: uno scostamento tra costi e ricavi pari o superiore al 10% dei suddetti ricavi o il mancato rispetto dei parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure.
Gli enti con un scostamento tra costi e ricavi presentano alla Regione, entro i 90 giorni successivi all’emanazione del provvedimento di individuazione, il piano di rientro di durata non superiore al triennio. A questo punto, le Regioni non in piano di rientro regionale, entro 30 giorni dalla presentazione del piano da parte dell’ente, valutano l’adeguatezza delle misure previste dai piani, la loro coerenza con la programmazione sanitaria regionale e le linee guida di cui al comma 6, e approvano i piani di rientro degli enti con provvedimento della Giunta regionale. I piani di rientro degli enti approvati dalla Giunta regionale sono immediatamente efficaci ed esecutivi per l’ente interessato.
Le Regioni in piano di rientro, entro 30 giorni dalla presentazione del piano da parte dell’ente, valutano l’adeguatezza delle misure previste e la loro coerenza con il piano di rientro regionale. I piani di rientro degli enti, approvati dalla Giunta regionale o dal Commissario ad acta, sono immediatamente efficaci ed esecutivi per l’ente interessato. 
La regione, o il Commissario ad acta, verifica trimestralmente l’adozione e la realizzazione delle misure previste dai piani di rientro degli enti.

Tutti contratti dei direttori generali, inclusi quelli in essere, prevedono la decadenza automatica del direttore generale in caso di mancata approvazione del piano di rientro da parte dell’ente interessato, o in caso di esito negativo della verifica annuale dello stato di attuazione del medesimo piano di rientro. 

Inoltre, le Regioni a statuto speciale possono essere costituite aziende sanitarie uniche, risultanti dall'incorporazione delle aziende ospedaliere-universitarie nelle aziende sanitarie locali anche per conseguire risparmi di spesa.
Altre disposizioni disciplinano i contratti di acquisti di beni e servizi relativamente alle categorie merceologiche del settore sanitario. E' prevista la revisione dei livelli essenziali di assistenza entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, con un incremento di spesa non superiore a 800 milioni di euro annui. Vengono definite nuove norme procedurali per l'adozione del provvedimento di revisione e viene istituita una Commissione nazionale per l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e la promozione dell'appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale alla quale spetta anche il compito di valutare che l'applicazione dei Lea avvenga in tutte le regioni con lo stesso standard di qualità e includa tutte le prestazioni previste. Nella procedura di emanazione dei nuovi Lea si inserisce anche la fase dell'espressione del parere da parte delle commissioni parlamentari competenti.
Altra novità è l’istituzione delle unità di risk management in tutti gli ospedali. La realizzazione delle attività di prevenzione e gestione del rischio sanitario rappresenta infatti un interesse primario del sistema sanitario nazionale perché consente maggiore appropriatezza nell'utilizzo delle risorse disponibili e garantisce la tutela del paziente.
Viene previsto che tutte le strutture attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio (risk management). L'attività di gestione del rischio sanitario verrà coordinata da personale dotato delle specializzazioni in Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica o equipollenti ovvero con comprovata esperienza almeno triennale nel settore.

E ancora, eliminate le disparità di trattamento sanitario per i pazienti provenienti da regioni diverseche ora avranno gli stessi diritti di accesso e di erogazione delle prestazioni dei pazienti residenti. Nelle Regioni a statuto speciale potranno nascere le Aziende uniche ospedaliero-universitarie, sul modello di quanto già programmato in Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda la manovra nel sui complesso, introdotte misure per la sicurezza per 2,6 miliardi (fondo per il potenziamento della sicurezza cibernetica, fondo per l'ammodernamento delle dotazioni delle Forze dell'ordine, fondo per interventi contro la minaccia terroristica, bonus di 80 euro per il personale, credito d'imposta per installare impianti di allarme e videosorveglianza). Inoltre, misure per la cultura (fondo di 500 milioni per la riqualificazione delle aree degradate, fondo integrativo per le borse di studio, card per i diciottenni per l'acquisto di libri, l'accesso a musei e la fruizione di spettacoli). Le norme del decreto salva banche, poi, prevedono l'istituzione di un fondo per la tutela degli obbligazionisti subordinati; mentre il pacchetto per il Sud prevede credito d'imposta con tetti per gli investimenti e riserva del 20 per cento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Le relatrici di maggioranza in Senato hanno ricordato inoltre la riduzione al 50 per cento (in luogo dell'esenzione introdotta al Senato) della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato d'uso ai figli o ai genitori; le nuove regole per la finanza degli enti territoriali che segnano il passaggio dal patto interno di stabilità al principio dell'equilibrio di bilancio sulla competenza rafforzata; l'attenuazione dei tagli alle province; l'accelerazione della spesa dei fondi europei per investimenti pubblici; la compensazione delle cartelle esattoriali per le imprese titolari di crediti esigibili nei confronti della pubblica amministrazione; lo sblocco di assunzioni nella sanità; il prelievo unico erariale al 17 per cento sui giochi e il divieto assoluto di pubblicità sulle tv generaliste dalle ore 19 alle 22; la deducibilità del costo del lavoro dall'imponibile Irap nel limite del 70 per cento per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni. I partiti di opposizione hanno criticato la manovra nel metodo e nel merito: “il Governo ha compresso i tempi e gli spazi di intervento del Parlamento e ha aumentato l'indebitamento e il saldo netto da finanziarie senza sottoporre alla Camere la nota di variazione del Documento di economia e finanza”.

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