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Prevenzione dei rischi associati alla movimentazione dei pazienti

  • Il sostegno, il sollevamento, il trasferimento e il riposizionamento del paziente sono operazioni che mettono l’infermiere ad alto rischio di lesione dorso-lombare o più in generale di disturbi muscolo-scheletrici, con conseguenze sulla salute fisica e sulla permanenza al lavoro e in reparto. Secondo i dati dell’Occupational Safety & Health Administration degli Stati Uniti nel 2010 gli infermieri sono stati i lavoratori con il tasso più alto di disturbi muscolo-scheletrici (249 casi di assenza dal lavoro, a causa di disturbi muscolo-scheletrici ogni 10.000 lavoratori, tasso 7 volte più alto della media di tutti gli altri settori).

  • In particolare il legame tra gli sforzi fisici e le conseguenti patologie è più elevato laddove bisogna assistere soggetti immobilizzati o poco collaboranti (rianimazione, ortopedia, fisiatria, chirurgia, geriatria, eccetera).

  • Quando una persona solleva, spinge o comunque movimenta un soggetto si producono forze che sono normalmente avvertite e vengono bilanciate dalla messa in atto di meccanismi automatici di protezione degli apparati coinvolti. Tuttavia, specialmente nelle condizioni operative che richiedono rapidità di intervento, possono esistere condizioni che impongono incrementi di forza superiori a quelli attesi o che, tollerati in condizioni normali, non possono esserlo in situazioni di alterazione delle proprietà biomeccaniche delle strutture coinvolte nello sforzo.

  • Le situazioni che mettono a rischio gli infermieri sono numerose e vi concorrono numerosi fattori che rendono difficile l’adozione di una postura corretta. I fattori sono legati al paziente, “carico” instabile e complesso da spostare, ma anche all’ambiente di lavoro, che spesso costringe a operare a ritmi intensi, in posizioni difficili, facendo torsioni per l’impossibilità di adottare una posizione ergonomica, anche per la mancanza di spazi adeguati. A questo si aggiunge il rischio di scivolare, inciampare e cadere. Non va poi sottovalutato che è in costante aumento la popolazione delle persone sovrappeso e dei grandi obesi.
    La conformazione del paziente rende difficile rispettare alcuni principi di un corretto spostamento: i pazienti non possono essere mantenuti vicini al corpo di chi li sta spostando e spesso non è possibile prevedere quello che succederà durante la movimentazione.

  • Viste le premesse, la prevenzione dei rischi da movimentazione è una questione di notevole rilevanza per tutti gli operatori sanitari e in particolare per gli infermieri. Per prevenire i rischi è bene valutare e scegliere la tecnica corretta di movimentazione in funzione delle caratteristiche del paziente (peso del soggetto, capacità del soggetto di collaborare nel movimento, eventuali condizioni mediche che possono influenzare la scelta del metodo di sollevamento e riposizionamento).
    Di recente grazie all'analisi del modello di prevenzione adottato in Inghilterra è stato messo in atto un nuovo modello che a differenza del passato non è più centrato sull'operatore ma è centrato sulla persona (Movimentazione centrata sulla persona) con l'obiettivo di eliminare i fattori che ostacolano l'autonomia del malato sia a livello ambientale-organizzativo sia favorendo l'utilizzo degli ausilii per consentire al malato di essere autonomo.

  • In linea di massima lo spostamento manuale del paziente non è sicuro ed espone a rischio di disturbi muscolo-scheletrici. Il sollevamento manuale degli assistiti deve essere quindi ridotto al minimo in tutti i casi e, se possibile, eliminato. Deve essere invece sempre incoraggiato l'uso di ausili per la movimentazione dei pazienti.

  • Qualora sia necessario trasferire un paziente manualmente è importante:
    - cercare sempre la collaborazione da parte del paziente;
    - chiedere sempre l’aiuto di un collega o di personale di supporto;
    - assumere la postura corretta con gambe divaricate e leggermente flesse così da avere una superficie di appoggio ampia;
    - evitare torsioni o posture incongrue;
    - posizionarsi il più vicino possibile al paziente prima di iniziare qualunque tipo di movimentazione;
    - verificare che le vie da percorrere siano sgombre da ostacoli e che la superficie del pavimento non sia scivolosa;
    - verificare che il piano di lavoro sia alla giusta altezza, in modo che le spalle e le ginocchia possano rimanere rilassate;
    - muoversi con il peso vicino al corpo, piegare le ginocchia e tenere la schiena e il collo rilassati e la schiena diritta.

  • Per ridurre il rischio da sovraccarico determinato dalle manovre di movimentazione manuale del paziente si possono utilizzare attrezzature che consentono di spostare più facilmente il paziente, riducendo le sollecitazioni meccaniche per il rachide dell’operatore. Tali attrezzature, definite ausili minori, comprendono principalmente teli ad alto scorrimento, tavole a rullo, dischi girevoli, cinture ergonomiche, trapezi. Anche quando si utilizzano questi ausili occorre assumere la postura corretta e rispettare le indicazioni per la movimentazione manuale del paziente.

  • Gli ausili meccanici più grandi, quali sollevatori trasportabili o a soffitto sono indubbiamente utili, ma purtroppo non disponibili in molti contesti.


Sitografia

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

L’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato un documento centrato sulle tecniche di movimentazione del paziente. Il documento prende in esame sia le tecniche manuali sia quelle con l’utilizzo degli ausili (piccoli e grandi) di movimentazione. Il testo è in italiano.

APSS Trento

E’ il link a un manuale pubblicato dall’APSS di Trento sulla prevenzione dei rischi associati alla movimentazione del paziente. L’obiettivo del manuale è individuare e promuovere interventi di informazione e formazione del personale sanitario al fine di far acquisire agli operatori sanitari competenze per affrontare e gestire il rischio derivante dalla movimentazione dei carichi e dei pazienti.

Buona prassi, Movimentazione centrata sul malato

E' il link alla Buona Prassi infermieristica riconosciuta dal ministero del lavoro. Tale prassi vede come punto centrale dei principi che regolano la movimentazione la persona e non l'operatore sanitario. Secondo gli studi la messa in pratica di tale principio riduce in modo significativo l'incidenza di problemi muscoloscheletrici tra gli operatori sanitari.

Punto sicuro

La rivista Punto sicuro, il quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro, ha pubblicato un articolo centrato sulla movimentazione manuale dei pazienti e dei carichi. L’articolo in modo sintetico spiega quali sono i rischi associati a movimentazione effettuata in modo non corretto e le tecniche per prevenire i disturbi più comuni.

Regione Piemonte

La Regione Piemonte ha pubblicato un manuale sulla sicurezza per gli operatori assistenziali e sanitari riguardo alla movimentazione manuale dei carichi. Il documento presenta le diverse tecniche di movimentazione del paziente sia in caso di paziente collaborante sia non collaborante.

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