{"id":8502,"date":"2019-10-31T10:58:54","date_gmt":"2019-10-31T09:58:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fnopi.it\/?post_type=glossary&#038;p=8502"},"modified":"2023-01-03T11:56:20","modified_gmt":"2023-01-03T10:56:20","slug":"violenza-sugli-operatori-sanitari","status":"publish","type":"glossary","link":"https:\/\/www.fnopi.it\/en\/aree-tematiche\/violenza-sugli-operatori-sanitari\/","title":{"rendered":"VIOLENZA SUGLI OPERATORI SANITARI: UNA PANORAMICA DELLA SITUAZIONE"},"content":{"rendered":"<div id=\"td_uid_1_69e3b72582eb5\" class=\"tdc-row\"><div class=\"vc_row td_uid_1_69e3b72582ebd_rand  wpb_row td-pb-row\" >\n<style scoped>\n\n\/* custom css *\/\n.td_uid_1_69e3b72582ebd_rand {\r\n                    min-height: 0;\r\n                }\n<\/style><div class=\"vc_column td_uid_2_69e3b72583188_rand  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span12\">\n<style scoped>\n\n\/* custom css *\/\n.td_uid_2_69e3b72583188_rand {\r\n                    vertical-align: baseline;\r\n                }\n<\/style><div class=\"wpb_wrapper\">[vc_tta_accordion active_section=&#8221;1&#8243; collapsible_all=&#8221;true&#8221;][vc_tta_section title=&#8221;I DATI&#8221; tab_id=&#8221;1573031695620-4f498f8f-3141&#8243;][vc_column_text]<strong>Secondo un\u2019indagine dell\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata svolta nella primavera 2019 sugli infermieri:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>L\u201989,6% degli infermieri \u00e8 stato vittima di violenza fisica\/verbale\/verbale telefonica o di molestie sessuali da parte dell\u2019utenza sul luogo di lavoro.<\/li>\n<li>La violenza fisica si \u00e8 manifestata nel 58% delle aggressioni ed \u00e8 consistita in:<\/li>\n<li>Sputi (43,1%)<\/li>\n<li>Lancio di oggetti (43,1%)<\/li>\n<li>Graffi (39,1%)<\/li>\n<li>\u00a0Schiaffi-pugni (37,2%)<\/li>\n<li>\u00a0Tentata aggressione (36,6%)<\/li>\n<li>\u00a0Spintoni (35,4%)<\/li>\n<li>\u00a0Calci (26,2%)<\/li>\n<li>\u00a0Spintoni in modo violento (1<\/li>\n<li>\u00a0Pizzicotti (2,8%)<\/li>\n<li>\u00a0Morso (0,3%)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Nelle aggressioni la violenza verbale (urla contro la persona, offese, insulti, minacce ecc.) \u00e8 stata rilevata:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>1-3 volte (31,9%)<\/li>\n<li>Oltre 15 volte (26,6%)<\/li>\n<li>4-9 volte (21,8%)<\/li>\n<li>10-15 volte (13,9%)<\/li>\n<li>Mai (6,9%)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>In base alla tipologia della violenza verbale, per chi l\u2019ha subita, questa si \u00e8 manifestata con:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Offese verbali-insulti (85,5%)<\/li>\n<li>Urla contro la persona (71,8%)<\/li>\n<li>Minacce (50,9%)<\/li>\n<li>Diffamazione (0,2%)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Molestie sessuali (domande\/parole a sfondo sessuale, palpazione) per chi le ha subite:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Parole a carattere sessuale (77,8%)<\/li>\n<li>Violenza (esempio palpazione) (31,4%)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Ripercussioni psicologiche del fenomeno\/i di aggressione di cui la persona \u00e8 stata oggetto o testimone:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Rabbia (58,8%)<\/li>\n<li>Senso di impotenza (42,3%)<\/li>\n<li>Ansia (41,4%<\/li>\n<li>Disgusto (41,5%)<\/li>\n<li>Tristezza (31,2%)<\/li>\n<li>Abbattimento (28,9%)<\/li>\n<li>Paura (28,1%)<\/li>\n<li>Disappunto (24,7%)<\/li>\n<li>Stupore (15,5%)<\/li>\n<li>Odio (11,3%)<\/li>\n<li>Bassa autostima (9,4%)<\/li>\n<li>Fallimento (7,9%)<\/li>\n<li>\u00a0Disperazione (3,9%)<\/li>\n<li>\u00a0Colpevolezza (2,1%)<br \/>\n(in ogni caso illustrato pu\u00f2 essere stata registrata pi\u00f9 di una forma di aggressione e quindi il totale dei singoli gruppi analizzati non \u00e8 uguale a 100)<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;IL CORSO CARE&#8221; tab_id=&#8221;1573031695632-4eb35697-dc82&#8243;][vc_column_text]In base ai dati rilevati si pu\u00f2 dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa hanno subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale.<\/p>\n<p>La media annua \u00e8 calcolabile intorno a circa 20mila casi (considerando che l\u2019infermiere \u00e8 la figura pi\u00f9 prossima all\u2019assistito e ai suoi familiari, dal triage al ricovero, compresa l\u2019assistenza domiciliare) e di questo circa la met\u00e0 \u2013 secondo i dati forniti dall\u2019analisi \u2013 sono state aggressioni fisiche, dal semplice spintone, al lancio di oggetti fino alle percosse vere e proprie.<\/p>\n<p>Quindi ogni anno circa 10mila infermieri sono oggetto di violenza fisica e poco meno (circa 8-9mila) di violenza verbale.<\/p>\n<p>Sintesi della logica e del razionale del corso FAD CARE<\/p>\n<p>Prevenire i potenziali pericoli<\/p>\n<p>Sradicare i pregiudizi, i miti e i luoghi comuni dalla nostra mente, non basta. Ogni politica di prevenzione e contrasto alla violenza deve fondarsi su alcuni passaggi obbligati:<\/p>\n<ul class=\"listato\">\n<li>Per prima cosa \u00e8 importante rivedere, ampliandola, la definizione di aggressivit\u00e0 e violenza sul posto di lavoro. Non dobbiamo limitarci ai fatti pi\u00f9 gravi, ai gesti che mettono a rischio la nostra incolumit\u00e0, ma considerare ogni situazione che crei disagio o allarme non solo negli operatori, ma anche nei pazienti e nei loro accompagnatori; la violenza sta anche nell\u2019utilizzo di un linguaggio volgare e inappropriato, nei commenti spregiativi su etnia o religione, negli apprezzamenti spinti e nelle avances sessuali.<\/li>\n<li>Il secondo punto riguarda la risposta appropriata davanti a qualsiasi comportamento inopportuno. Una risposta che non pu\u00f2 riguardare il singolo operatore, ma deve coinvolgere l\u2019intera struttura sanitaria, chiamata ad adottare una politica di tolleranza-zero.<\/li>\n<li>Il terzo passaggio \u00e8 quello della formazione trasversale di tutto il personale sanitario: ogni operatore, qualunque sia il suo reparto di riferimento o il suo ruolo all\u2019interno della struttura, \u00e8 esposto al rischio di trovarsi coinvolto in episodi di violenza e aggressivit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per la propria sicurezza e per quella degli altri \u00e8 quindi fondamentale conoscere e padroneggiare le tecniche di comunicazione pi\u00f9 efficaci, per bloccare sul nascere ogni escalation di emozioni negative e favorire la descalation delle situazioni di tensione.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;IL DDL APPROVATO AL SENATO E IL DECALOGO DEGLI INFERMIERI&#8221; tab_id=&#8221;1573031868814-7393e0a0-bc85&#8243;][vc_column_text]Con 237 voti favorevoli, l&#8217;Assemblea di Palazzo Madama ha approvato all&#8217;unanimit\u00e0 il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fnopi.it\/archivio_news\/attualita\/2741\/ddl%20867%20a.pdf\">disegno di legge n. 867, &#8220;Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell&#8217;esercizio delle loro funzioni&#8221;<\/a>. Il provvedimento passa ora all&#8217;esame della Camera.<br \/>\nL\u2019approvazione del provvedimento con una corsia preferenziale rispetto al normale iter che lo aveva tenuto in stand by per oltre un anno, rappresenta per i professionisti della salute motivo di soddisfazione e soprattutto orgoglio per l\u2019introduzione nell\u2019Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, degli Ordini professionali, una richiesta di modifica al testo avanzata ed accolta grazie anche al lavoro della FNOPI che sulla violenza ha presentato un suo decalogo nell\u2019ottica della discussione a Montecitorio:<\/p>\n<ol>\n<li>Tolleranza zero verso la violenza nelle strutture sanitarie, con inasprimento delle pene perch\u00e9 chi la compie sappia (quindi massima informazione) di stare perpetrando un reato severamente punibile.<\/li>\n<li>Regolamentare l\u2019uso dei social nei luoghi di lavoro e rispetto all\u2019attivit\u00e0 professionale per evitare commenti, furti di identit\u00e0 e proposte inappropriate (ne sono vittima circa il 12% dei professionisti coinvolti che nel caso degli infermieri sono per il 77% donne).<\/li>\n<li>Snellire le attese stressanti in pronto soccorso con meccanismi di smistamento alternativi (es. see&amp;treat) per ridurre la tensione e la reattivit\u00e0 dei pazienti.<\/li>\n<li>Stabilire pene pi\u00f9 severe per chi aggredisca verbalmente e fisicamente un professionista sanitario donna sul luogo di lavoro, prevedendo l\u2019aggravante del pericolo che nell\u2019azione possono correre gli assistiti.<\/li>\n<li>\u00a0Maggiore formazione del personale nel riconoscere, identificare e controllare i comportamenti ostili e aggressivi prevedendo anche appositi corsi Ecm (come il corso CARE, presentato assieme alla Federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri).<\/li>\n<li>\u00a0Aumentare l\u2019informazione e la formazione perch\u00e9 siano denunciate da tutti e in modo chiaro le azioni di ricatto e le persecuzioni nell\u2019ambiente di lavoro rispetto alla posizione e ai compiti svolti.<\/li>\n<li>Predisporre un team addestrato a gestire situazioni critiche e in continuo contatto con le forze dell\u2019ordine soprattutto (ma non solo) nelle ore notturne nelle accettazioni e in emergenza, anche prevedendo sanzioni.<\/li>\n<li>Stabilire procedure per rendere sicura l\u2019assistenza domiciliare prevedendo anche la presenza di un accompagnatore o la comunicazione a un secondo operatore dei movimenti per una facile.<\/li>\n<li>\u00a0Evitare per quanto possibile che i professionisti sanitari effettuino interventi domiciliari da soli, ma fare in modo che con loro sia presente almeno un collega o un operatore della sicurezza.<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;INIZIATIVA #RISPETTACHITIAIUTA&#8221; tab_id=&#8221;1573032758091-6a3a857e-dbd0&#8243;][vc_column_text]L&#8217;Ordine delle professioni infermieristiche di Arezzo ha lanciato una campagna social con lo slogan #RispettaChiTiAiuta, che in poche settimane \u00e8 gi\u00e0 diventata virale ed \u00e8 stata condivisa in tutta Italia.<br \/>\nAnche dal ministro della Salute Giulia Grillo (in carica al momento di presentazione della campagna) che oltre a essere testimonial della campagna, ha commentato sui suoi social \u201cQuesto problema non deve essere sottovalutato e il mio impegno contro ogni forma di aggressione nelle strutture sanitarie \u00e8 massimo. Gli odiosi episodi di aggressioni e minacce in corsia, nei pronto soccorso, e negli ambulatori, devono finire. Ogni cura inizia dal rapporto di fiducia tra paziente e operatore, un&#8217;alleanza che dobbiamo riportare al centro del sistema sanitario. Presto il Parlamento approver\u00e0 la legge contro la violenza sugli operatori sanitari, ma \u00e8 solo un primo passo per dare un forte segnale di sostegno a tutti i lavoratori della sanit\u00e0, impegnati giorno e notte nell\u2019assistenza ai cittadini\u201d.<br \/>\nQuando abbiamo pensato a questa campagna \u2013 spiega il presidente dell&#8217;Ordine di Arezzo Giovanni Grasso \u2013 eravamo certamente consapevoli della sua importanza, ma non immaginavamo che avrebbe trovato uno spazio e un&#8217;attenzione che hanno trasformato il convegno che abbiamo organizzato per oggi, luned\u00ec 4 marzo da evento locale a nazionale\u201d.<br \/>\n\u201cLa nostra professione &#8211; ha commentato la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli, la pi\u00f9 numerosa d\u2019Italia e che vede coinvolti negli atti di violenza circa il 50% di infermieri &#8211; ha come scopo il rapporto coi pazienti. \u00c8 per noi un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il \u2018patto col cittadino\u2019 che da anni ci caratterizza. Per noi \u00e8 essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come possiamo soddisfare nel modo migliore i loro bisogni di salute.<br \/>\nEd \u00e8 altrettanto essenziale che i cittadini, spesso sopraffatti dalla tensione e dalle paure che generano i problemi di salute, purtroppo il pi\u00f9 delle volte anche gravi, comprendano che i nostri professionisti lavorano per loro e per il loro bene e non li aggrediscano, ma li mettano nelle condizioni di dare il meglio di s\u00e9 per poterli davvero aiutare. La campagna social di Arezzo va in questo senso e siamo felici che a realizzarla siano stati proprio gli infermieri. In questo senso anche una migliore organizzazione del lavoro a livello interdisciplinare e multi-professionale aiuta a dare risposte migliori e pi\u00f9 rapide agli assistiti\u201d.<br \/>\n\u201cLavoriamo insieme su formazione e informazione facendo leva su valori comuni e impegni concreti. Al ministero della Salute chiediamo di dare concretezza all&#8217;Osservatorio sulle aggressioni\u201d, ha commentato il segretario nazionale FnomCeO Roberto Monaco, presente all\u2019iniziativa di Viareggio, confermando le parole di Mangiacavalli.<br \/>\nLa campagna, che proseguir\u00e0 nei prossimi mesi, ha coinvolto ad Arezzo, dove ha avuto origine, anche i cittadini che hanno sfilato per le vie della citt\u00e0.<br \/>\n\u201cNon \u00e8 un argomento facile da trattare &#8211; ha aggiunto Grasso &#8211;\u00a0 e abbiamo voluto che fossero tra i relatori proprio l&#8217;autore della ricerca che ha prodotto il dato allarmante della quasi totalit\u00e0 degli operatori che hanno avuto esperienze negative di questo tipo, Gianluca Pucciarelli dell&#8217;Universit\u00e0 di Tor Vergata,\u00a0 lo psichiatra e criminologo Massimo Picozzi, noto a livello nazionale anche per le sue tante partecipazioni\u00a0televisive e che svolge attivit\u00e0 di docenza nei corsi di formazione per la Polizia di Stato e per l&#8217;Arma dei Carabinieri, con i quali \u00e8 impegnato in progetti di ricerca nell&#8217;ambito dell&#8217;aggressivit\u00e0 e della violenza, che spiega come riconoscere e gestire l&#8217;aggressivit\u00e0 di pazienti e familiari, e la coordinatrice nazionale di Federsanit\u00e0 Anci, che rappresenta i vertici delle aziende sanitarie e dei Comuni, Marzia Sandroni\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_accordion]<\/div><\/div><\/div><\/div>\n<h3>AUDIZIONE CAMERA 22 GENNAIO 2020<\/h3>\n<p>Ogni anno circa 5mila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali: circa 13-14 al giorno.<\/p>\n<p>L\u201989,6% degli infermieri \u2013 in prima linea ad esempio nel triage ospedaliero che \u201caccoglie\u201d i pazienti e li smista nella struttura con tempi spesso lunghi non dovuti per\u00f2 alla professionalit\u00e0 dell\u2019operatore, ma all\u2019organizzazione \u2013 \u00e8 stato vittima, secondo una ricerca condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata di Roma, di violenza fisica\/verbale\/telefonica o di molestie sessuali da parte dell\u2019utenza sui luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>In base ai dati rilevati si pu\u00f2 dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa hanno subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale.<\/p>\n<p>Di tutte le aggressioni (secondo l\u2019Inail) il 46% sono a infermieri e il 6% a medici (gli infermieri sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio ecc. e quindi quelli pi\u00f9 soggetti).<\/p>\n<p>Durante l\u2019<a href=\"https:\/\/www.fnopi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/audizione-alla-Camera.pdf\">audizione alla Camera<\/a>, dinnanzi alle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali, nell\u2019ambito dell\u2019esame dei progetti di legge recanti \u201cDisposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u201d, la FNOPI ha illustrato le richieste per il disegno di legge:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong>\u00a0tolleranza zero verso la violenza nelle strutture sanitarie. L\u2019inasprimento delle pene deve servire soprattutto a far s\u00ec che chi compie atti di violenza sappia (quindi massima informazione) sta perpetrando un reato severamente punibile;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> regolamentare l\u2019uso dei social nei luoghi di lavoro e rispetto all\u2019attivit\u00e0 professionale per evitare commenti, furti di identit\u00e0 e proposte inappropriate (ne sono vittima circa il 12% dei professionisti coinvolti che nel caso degli infermieri sono per il 77,42% donne);<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong>\u00a0snellimento delle attese stressanti in pronto soccorso con meccanismi di smistamento alternativi a bassa intensit\u00e0 e gestione infermieristica per ridurre la tensione e la reattivit\u00e0 dei pazienti anche grazie all\u2019applicazione dei nuovi codici gi\u00e0 previsti per la classificazione delle urgenze;<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong>\u00a0pene anche pi\u00f9 severe per chi aggredisce verbalmente e fisicamente un professionista sanitario donna sul luogo di lavoro, prevedendo l\u2019aggravante del pericolo che possono correre gli assistiti;<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong>\u00a0maggiore formazione del personale nel riconoscere, identificare e controllare i comportamenti ostili e aggressivi prevedendo anche appositi corsi Ecm (educazione continua in medicina).<\/p>\n<p>Oggi la formazione degli operatori su questo argomento \u00e8 del tutto carente e chi si trova ad affrontare situazioni pericolose in prima linea, spesso \u00e8 impreparato a meno di un suo personale interessamento, mentre dovrebbe essere previsto a livello di corso universitario, anche grazie a una modifica agli ordinamenti didattici e al sistema Ecm;<\/p>\n<p><strong>6.<\/strong>\u00a0maggiore informazione e formazione perch\u00e9 siano denunciate da tutti e in modo chiaro le azioni di ricatto e le persecuzioni nell\u2019ambiente di lavoro rispetto alla posizione e ai compiti svolti;<\/p>\n<p><strong>7.<\/strong>\u00a0predisposizione di un team addestrato a gestire situazioni critiche, in continuo contatto con le forze dell\u2019ordine soprattutto (ma non solo) nelle ore notturne nelle accettazioni e in emergenza;<\/p>\n<p><strong>8.<\/strong>\u00a0lo stesso team dovr\u00e0 anche sensibilizzare i datori di lavoro a non \u201clasciar fare\u201d, ma a rifiutare la violenza anche prevedendo sanzioni;<\/p>\n<p><strong>9.<\/strong>\u00a0stabilire procedure per rendere sicura l\u2019assistenza domiciliare prevedendo anche la comunicazione a un secondo operatore dei movimenti per una facile localizzazione;<\/p>\n<p><strong>10.<\/strong>\u00a0evitare per quanto possibile che i professionisti sanitari effettuino interventi \u201cda soli\u201d, ma fare in modo che con loro sia presente almeno un collega o un operatore della sicurezza;<\/p>\n<p><strong>11.<\/strong>\u00a0riconoscere lo status di pubblico ufficiale, ritenendolo strumento indispensabile per arginare le violenze;<\/p>\n<p><strong>12.<\/strong>\u00a0inserire la predisposizione delle opportune misure per la sicurezza degli operatori sanitari e per prevenire atti di violenza tra gli obiettivi individuali del Direttore generale dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>La Federazione si \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 volte espressa e ha preso posizione sul tema della violenza sugli operatori, anche a supporto delle numerose denunce e delle iniziative via via prese dagli Ordini provinciali ed \u00e8 disponibile a dare supporto, collaborare e operare con le altre istituzioni per definire percorsi di prevenzione efficace.<\/p>\n<p>La FNOPI non ha intenzione \u2013 e chiede che la legge possa essere una garanzia in questo senso \u2013 di lasciare solo nessun collega. L\u2019infermiere, come ogni professionista della salute, non \u00e8 un bersaglio, non \u00e8 un capro espiatorio, non \u00e8 un contenitore inerme dove riversare rabbia, frustrazione e inefficienze del sistema.<\/p>\n<p>L\u2019infermiere \u00e8 un professionista alleato del cittadino e tutto il Servizio sanitario deve impegnarsi perch\u00e9 questa alleanza possa esprimersi al meglio, per aumentare sicurezza e fiducia. Il tutto in sintonia e condivisione con le iniziative di altre Federazioni come quella degli Ordini dei medici, coinvolte in prima persona dal fenomeno.<\/p>\n<p>In questo senso, come accennato in precedenza, e considerando che quella infermieristica \u00e8 sicuramente la professione pi\u00f9 colpita da atti di violenza, per consentire ai propri professioni di evitarli quanto pi\u00f9 possibile, la Federazione ha messo di sua iniziativa (ma sarebbe bene che fosse previsto un percorso analogo d\u2019obbligo per tutti gli operatori sanitari maggiormente a rischio) a disposizione agli iscritti un corso gratuito Ecm.<\/p>\n<p>Il corso si chiama \u201cC.A.R.E. (Consapevolezza, Ascolto, Riconoscimento, Empatia) \u2013 Prevenire, riconoscere, disinnescare l\u2019aggressivit\u00e0 e la violenza contro gli operatori della salute\u201d, la cui filosofia si basa sulla de-escalation, una serie di interventi basati sulla comunicazione verbale e non verbale, appunto, che hanno l\u2019obiettivo di diminuire l\u2019intensit\u00e0 della tensione e dell\u2019aggressivit\u00e0 nella relazione interpersonale.<\/p>\n<p>Il Corso, avviato a settembre 2019, \u00e8 gi\u00e0 stato seguito in soli 4 mesi 94.403 infermieri, ottenendo anche risultati positivi nell\u2019applicazione dei comportamenti appresi con una sensibile riduzione delle aggressioni.<\/p>\n<p>Il cittadino non ha chiaro chi si prende cura di lui: deve capirlo che a farlo \u00e8 l\u2019\u00e9quipe. Anche rispetto all\u2019assistenza domiciliare, altro terreno di rischio per la violenza sugli operatori, spesso modelli organizzativi sono decisi da pochi mentre il sistema di rischio clinico deve avere modalit\u00e0 diffuse, interconnesse e condivise da tutti.<\/p>\n<p>Solo l\u2019impegno comune di tutti gli attori della sanit\u00e0 e col supporto dei rappresentanti dei cittadini e degli organi di informazione, pu\u00f2 migliorare l\u2019approccio al problema e assicurare un ambiente di lavoro sicuro.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che gli atti di violenza possono ripercuotersi negativamente anche sulla qualit\u00e0 dell\u2019assistenza offerta ai cittadini.<\/p>\n<h3>Il video integrale dell\u2019audizione<\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/webtv.camera.it\/embedded\/evento\/15786?w=500&amp;h=375\" width=\"500\" height=\"375\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AUDIZIONE CAMERA 22 GENNAIO 2020 Ogni anno circa 5mila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali: circa 13-14 al giorno. 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