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Centro Studi FNOPI

La conoscenza della professione infermieristica, delle sue potenzialità assistenziali, di ricerca e delle condizioni lavorative degli infermieri è una delle “mission” della Federazione nazionale in quanto consente di monitorare le esigenze della professione, di garantire la tutela etico-deontologica degli iscritti agli ordini , di dare impulso alle aree carenti di assistenza e di rendere la professione infermieristica competitività dal punto di vista culturale con evidenti ricadute sul sistema salute e, di conseguenza, sulla sua “attrattività”  e sulla sua immagine pubblica.

Queste esigenze possono essere soddisfatte e codificate dal Centro studi della Federazione in cui possano confluire, essere organizzate ed elaborate tutte le informazioni utili per le attività necessarie a supportare i cambiamenti in atto e in prospettiva futura.

L’elaborazione dei dati, può essere funzionale anche all’attività dei singoli ordini, in quanto il livello regionale, provinciale e anche aziendale dell’analisi, può consentirgli di avere un quadro preciso dell’ambito di azione al di là del mandato istituzionale in rappresentanza della professione.

Tutto questo con più finalità.

Tra queste, la conoscenza oggettiva della professione che sia supportata da analisi e dati inconfutabili e, come tali, spendibili e utilizzabili nel dibattito sull’organizzazione e la riorganizzazione dei servizi sanitari e della rete dell’assistenza.

Poi la possibilità di un’azione politica nei confronti delle istituzioni e dei decisori a livello nazionale e/o regionale supportata dall’analisi dei dati e delle situazioni che rendono evidente le aree di sofferenza della professione, ma anche quelle di necessità per il suo sviluppo e che mettano in evidenza il rapporto che gli infermieri hanno con i cittadini.

Ancora, la migliore conoscenza della professione infermieristica può rendere maggiormente visibile all’esterno attraverso una più capillare opera di divulgazione che affronti gli aspetti della consistenza degli organici e della loro situazione economica, ma sia anche in grado di dare uno spaccato dei limiti forzosi che questi si trovano ad affrontare nella loro attività e di quelli che spesso sono generati da errori di programmazione legati alla scarsa conoscenza, appunto, dei dati reali.

Ci sono poi finalità scientifico-didattiche come quelle di dare supporto all’elaborazione e alla predisposizione dei corsi Ecm, di divulgare ricerca nazionali e internazionali sulla figura dell’infermiere, di rendere fruibili linee guida e indicazioni scientifiche e operative nell’assistenza infermieristica.

Le attività del Centro studi si possono riassumere in:

  • promuovere e favorire le ricerche e gli studi in ambito infermieristico, sia individuali che di gruppo, con particolare riguardo a quelli sulle condizioni professionali e del rapporto con i pazienti;
  • promuovere e realizzare la rilevazione, l’elaborazione, la diffusione e l’archiviazione dei dati statistici che interessano la Federazione.
  • contribuire alla raccolta di dati scientifici, anche attraverso la review della letteratura internazionale e dati statistici per arricchire le banche dati della Federazione;
  • raccogliere materiale didattico e ogni documentazione riguardante le discipline infermieristiche;
  • pubblicare i risultati delle ricerche scientifiche e statistiche promosse dalla Federazione ed elaborare relative monografie;
  • promuovere e partecipare a seminari, convegni, conferenze e incontri relativi alle discipline infermieristiche;
  • collaborare con enti pubblici e privati che perseguano scopi analoghi a quelli della Federazione, con particolare riguardo a quelli operanti nel settore dell’assistenza;
  • fornire al Sistema statistico nazionale i dati informativi previsti dal programma statistico nazionale relativi all’amministrazione di appartenenza, anche in forma individuale ma non nominativa ai fini della successiva elaborazione statistica;
  • contribuire alla tutela dell’immagine dell’infermiere, collaborando, in virtù della propria vocazione di centro di ricerca, a iniziative pubbliche e private di tutela della professione;
  • farsi parte attiva nella produzione di ricerche, studi statistici, review scientifiche e nell’attività di educazione e divulgazione della cultura infermieristica;
  • mantenere il contatto con la Rete Fnopi (Cabina di Regia e Osservatori) per sviluppare analisi, studi e ricerche in funzione del materiale e del lavoro prodotto, anche per assicurarne la massima diffusione.

L’implementazione dei dati necessari alle elaborazioni è effettuata dal Centro studi tramite l’adesione ai sistemi informativi dedicati alle strutture di analisi e ricerca degli Enti pubblici dai ministeri della Salute (open data) e dell’Economia (Ragioneria generale dello Stato, Conto annuale), dell’Istat e del Sistan, il sistema statistico nazionale e/o la collaborazione con Enti e strutture di ricerca e con Atenei. O anche con la realizzazione di survey ad hoc su specifiche tematiche attinenti la professione sia dal punto di vista clinico che organizzativo e metodologico.

L’attività del Centro studi è esplicata anche attraverso la predisposizione periodica di report interni e/o esterni, che raccolgono e sistematizzano i dati elaborati, le ricerche e le review e, a seconda della loro rilevanza e del loro impatto, definito dal Comitato centrale, l’utilizzo e la destinazione.

Tra i filoni di analisi/studi condotti dal Centro studi possono essere considerati:

  • Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato che contiene i dati relativi ai dipendente del Ssn e da cui è possibile estrapolare la presenza sia a livello nazionale che regionale e di singola azienda (il Conto annuale non riporta il dato a livello di provincia), le retribuzioni medie, la tipologia e il numero di chi svolge un lavoro atipico (tempo determinato, interinale, ecc.), l’anzianità sia d’età che di servizio, l’indice di turn over, il part time, la contrattazione integrativa, le assenze e così via:
  • Convenzione FNOPI-Istat da cui sono già emersi dati relativi alla composizione e al gradimento della forza lavoro infermieristica e che ora, in funzione dell’elaborazione di un criterio di fabbisogno formativo più aderente alla realtà dei bisogni dei cittadini e soprattutto dell’occupazione e del ricambio generazionale, deve far emergere il reale livello di vera disoccupazione dei professionisti infermieri e di conseguenza la reale necessità di formazione che non può basarsi sull’indice attuale di 5,5 infermieri per mille abitanti, ma deve almeno  anche  in rispetto con le richieste Ocse e Oms, salire in una prima fase a 6,1 infermieri per mille abitanti;
  • analisi ed effetti della manovre economiche e degli accordi Stato-Regioni sia in materia di personale che di servizi sugli organici già presenti e sulla possibilità di recuperare le carenze – che emergono anche dal Conto annuale. e di mettere in atto un ricambio generazionale;
  • confronto e rapporto tra la presenza di infermieri sia nelle strutture che sul territorio con altre professioni impegnate a vario titolo nell’assistenza (non solo i medici, ma anche ad esempio gli Oss e tutte le altre professioni sanitarie);
  • analisi del settore privato e della libera professione rapportandosi ufficialmente, in quanto centro studi, con Enpapi e associazioni dell’ospedalità privata (Aiop, Aris, Don Gnocchi);
  • analisi degli effetti di un basso rapporto infermieri-cittadini sia in termini generali di popolazione che di infermieri presenti nelle strutture pubbliche e raffronto con gli studi e le ricerche a livello nazionale e internazionale per l’analisi degli effetti e la mortalità e la morbilità evitabili;
  • effetti dell’attuale sistema di fungibilità della professione infermieristica specie a livello di strutture complesse del Ssn, anche grazie a una survey per la rilevazione a tutto campo o quanto meno a campione (considerando un campione statisticamente significativo scelto anche grazie al supporto degli esperti Istat che collaborano col centro studi) delle competenze post base sviluppate dagli infermieri e, quindi, del loro possibile livello di infungibilità.

Tutti gli argomenti possono essere sistematizzati in studi organizzati e diffusi secondo i canali che il Comitato centrale riterrà opportuni (stampa, Regioni, ministero ecc.) per fornire base di programmazione e analisi in grado di consentire l’elaborazione di modelli di assistenza in cui gli infermieri abbiano il loro vero ruolo e la loro reale funzione.

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