"Stomia, parlarne non sia più un tabù"

Era il 1993 quando il professor Gerhard Englert propose l'idea di organizzare una giornata dedicata agli stomizzati. Pochi allora avrebbero immaginato che quell'evento, celebrato solo in poche nazioni, sarebbe poi diventato un appuntamento triennale fisso e un successo globale che riunisce oggi milioni di pazienti stomizzati, almeno per un giorno, intorno a vari temi didiscussione.

La Giornata mondiale dello stomizzato, celebrata in Italia quest'anno alla Reggia di Caserta, nasce con lo scopo di promuovere azioni a favore dei pazienti portatori di stomia portando all’attenzione della pubblica opinione i bisogni e i diritti degli stomizzati e delle loro famiglie.”Speaking out changes live”: è questo il messaggio lanciato in questa edizione dalla IOA, la International Ostomy Association. Ogni persona con stomia, infatti, ha una sua storia e parlarne aiuta a cambiare la propria vita e quella degli altri.

L'associazione FAIS Onlus ha raccolto con entusiasmo la sfida dedicando l’evento alla comunicazione sulla stomia: oltre alla presentazione delle iniziative promosse dalla Federazione a supporto di un’informazione corretta ed efficace sul mondo della stomia, si è tenuta anche la presentazione della nuova campagna di sensibilizzazione sulla stomia 2018/19 che segue le altre due lanciate nel 2017 (#UNSACCODARACCONTARE) e 2018 (#INVIAGGIOCONMARIO).La Giornata ha rappresentato anche l’occasione per incontrare i tradizionali stakeholder della FAIS: istituzioni, associazioni di categoria, professionisti del settore e aziende. Un momento unico per condividere visioni e progetti.

Il programma ha previsto brevi speech di vari esponenti della società civile che conoscono bene il mondo della stomia e ai quali è stato chiesto di commentare, in base alla propria esperienza, il claim della Giornata.In rappresentanza della Fnopi la coordinatrice infermieristica, stomaterapista, Michelina Baldi (Opi SALERNO). Un intervento molto appassionato, il suo in perfetta sintonia con le esigenze degli stomizzati e dei loro caregiver. “Prendersi cura della persona è fatto per il trenta per cento da conoscenze, competenze, tecnica e ausili, ma per il restante settanta per cento da comunicazione e relazione autentica”, ha ricordato Baldi. “Siamo molto soddisfatti perché l’evento ha suscitato molto interesse anche al di fuori di chi si occupa di stomia – ha dichiarato Marina Perrotta, presidente della FAIS onlus -. è importante che le persone capiscano che di stomia di può parlare liberamente perchéspesso può far superare ostacoli importanti.

La FAIS, in questo contesto, sta facendo la sua parte promuovendo, tra l’altro, numerosi progetti sociali sulla comunicazione”.Per saperne di più: www.fais.info