
Istituita per generare attenzione e favorire l’informazione sul tema, si è celebrata al ministero della Salute la XXI Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza che ricorre ogni anno il 28 giugno.
L’evento, promosso da FINCOPP, ha visto la partecipazione di esperti e referenti istituzionali.
La FNOPI ha preso parte alla giornata con la presidente Barbara Mangiacavalli nella tavola rotonda delle ore 12 dal titolo Le professioni sanitarie e l’importanza della multidisciplinarietà nei percorsi dei pazienti moderata da Donatella Giraudo e Silvio Anastasio, e con Silvia Vaccari, presidente FNOPO e Piero Ferrante, presidente FNOFI.
La presidente FNOPI ha sottolineato come, nei percorsi di cura per i pazienti con incontinenza, la multiprofessionalità rappresenti un elemento imprescindibile, fondato sulla responsabilità condivisa tra diverse competenze. In questo contesto, il ruolo dell’infermiere si conferma centrale nella valutazione dei bisogni, nella pianificazione assistenziale e nella scelta dei presidi più appropriati, garantendo continuità, personalizzazione e appropriatezza delle cure, con un impatto significativo sugli esiti clinici e sulla qualità di vita, soprattutto nei pazienti fragili e cronici.
Ha inoltre evidenziato come, di fronte alle sfide legate all’invecchiamento della popolazione, sia necessario valorizzare ulteriormente questo contributo all’interno di modelli assistenziali integrati e sostenibili.
“Come Enti sussidiari dello stato – ha esordito Mangiacavalli – abbiamo un ruolo etico e dobbiamo ragionare proprio sulla multiprofessionalità e sulla multidisciplinarità. Questo perché i bisogni di salute e di assistenza ormai sono diventati così complessi che è impossibile per una professione pensare di poter fare tutto autonomamente. Diventa centrale il tema della condivisione del percorso assistenziale, avendo a riferimento la persona assistita e attivando un processo sartoriale sul suo bisogno di salute e di assistenza. In quest’ottica più professioni, in concorso, possono definire qual è il bisogno e quali azioni che saranno più ascrivibili ad una disciplina infermieristica, assistenziale, ostetrica, riabilitativa, medica specialistica. Siamo di fronte a un salto culturale da compiere che noi, presidenti di Federazione, – sottolinea Mangiacavalli – dobbiamo necessariamente guidare, perché significa parlare alla testa dei nostri professionisti. Non possiamo permetterci di frammentarci. Ognuno secondo le proprie peculiarità, ma insieme”.








