Udine ospita Allison Squires per un seminario internazionale sul futuro della professione

L’Università degli Studi di Udine ha ospitato lunedì 19 ottobre 2026, presso la Sala del Consiglio di Palazzo di Toppo Wassermann, la Professoressa Allison Squires PhD, FAAN, per il seminario “Systemic and political determinants of the global nursing and midwifery shortage”.

L’incontro, promosso e organizzato dalla Professoressa Alvisa Palese insieme a Renzo Moreale e Stefania Chiappinotto, ha offerto un’occasione di confronto internazionale sulle trasformazioni della professione infermieristica e ha confermato il valore del dialogo e della collaborazione tra università, professionisti e istituzioni per affrontare le trasformazioni dell’assistenza sanitaria. Il seminario dedicato a tutor didattici, masterizzandi, laureati e laureandi magistrali, dottorandi dell’Università di Udine e professionisti con funzioni organizzative, Paola De Lucia, Direttrice presso l’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute del Friuli-Venezia Giulia, Stefano Giglio, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Udine e Luciano Clarizia, Consigliere del Comitato Centrale della Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche.

Allison Squires è Professoressa alla New York University. Il suo campo di ricerca riguarda i servizi sanitari globali, la creazione di una workforce infermieristica sostenibile e il miglioramento degli esiti sanitari degli immigrati. È fondatrice e direttrice del Global Consortium of Nursing & Midwifery Studies, costituito da 87 paesi e di cui UNIUD fa parte da anni, che conduce progetti di ricerca globali. Ha svolto attività di consulenza per il Migration Policy Institute, l’International Council of Nurses e la World Bank su questioni relative al personale infermieristico, contribuendo all’elaborazione di polocy. Sta studiando l’impatto delle barriere linguistiche sulla pratica infermieristica ospedaliera e l’impatto del percorso Magnet sui piccoli ospedali. Il seminario ha approfondito diversi temi centrali per il futuro e la sostenibilità delle professioni sanitarie, in particolare quella infermieristica. Tra i messaggi chiave:

  • la necessità di distinguere tra carenza di infermieri e carenza di contesti lavorativi nei quali gli infermieri desiderano lavorare. La disponibilità di professionisti non può essere considerata separatamente dalla qualità degli ambienti di lavoro, dalle condizioni organizzative e dalla capacità delle strutture sanitarie di favorire benessere, sviluppo professionale e permanenza nel servizio. Rendere attrattiva la professione richiede interventi che coinvolgano più livelli, dalla formazione alle politiche organizzative, fino alle condizioni concrete in cui viene prestata l’assistenza.
  • il reclutamento internazionale quale strategia per rispondere alla carenza di personale infermieristico, che deve basarsi su principi etici, di trasparenza, collaborazione tra paesi meglio se tra istituzioni formative e non come libero reclutamento indipendente; va inoltre assicurato uno sguardo alle persone che vogliono intraprendere una seconda carriera assicurando percorsi personalizzati.
  • il rapporto tra infermieri, operatori di supporto e assistenti infermieri, con particolare attenzione alle responsabilità connesse alla supervisione e all’attribuzione di attività: i futuri professionisti andranno preparati a gestire questi processi in modo consapevole, riconoscendo le competenze dei diversi operatori e mantenendo chiari i rispettivi ruoli e ambiti di responsabilità. In questo quadro, la simulazione rappresenta uno strumento formativo utile per sviluppare capacità decisionali e competenze di supervisione. Il principio è apprendere il meccanismo alla base della ‘delega’, distinguendo ciò che rimane costante, il processo di valutazione, decisione e controllo, da ciò che cambia in relazione alle attività da attribuire e allo specifico contesto operativo.
  • Comprendere come la digitalizzazione ridisegnerà la professione: sottolineando l’importanza di un approccio bottom-up nella progettazione e nell’introduzione delle innovazioni. Il valore del coinvolgimento attivo degli infermieri nei processi decisionali e generativi emerge in modo trasversale: favorire questa capacità significa riconoscere agli infermieri un ruolo di compartecipazione e co-progettazione nell’elaborazione delle decisioni. In questa prospettiva, strumenti quali interviste e momenti strutturati di ascolto possono aiutare a comprendere le esperienze quotidiane, identificare i bisogni e individuare le aree di intervento.

Infine, molta attenzione è stata dedicata alla reputazione e all’attrattività della professione infermieristica. “People find nursing because they see nurses at work”: la capacità di attrarre e trattenere professionisti richiede strategie coordinate che interessino la formazione, le organizzazioni sanitarie e le condizioni di lavoro, riconoscendo il contributo degli infermieri e creando opportunità concrete di partecipazione ai processi decisionali.

Oltre a rafforzare la già forte collaborazione tra NY University e UNIUD, il seminario ha rappresentato un’occasione di approfondimento e confronto sulle condizioni che influenzano il futuro della professione infermieristica, mettendo in evidenza come la risposta alla carenza di personale debba includere la qualità del lavoro, la formazione, la leadership, la partecipazione dei professionisti e la capacità dei sistemi sanitari di adattarsi ai cambiamenti.