Comunicazione e deontologia, FNOPI al corso promosso da ISS e FNSI

Si è tenuto nell’Aula Marotta dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), a Roma, il corso di formazione dal titolo Comunicazione e salute nei codici deontologici, promosso dall‘ISS, dalla Web Health Information Network (WHIN) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), in collaborazione con Formedia.

L’incontro è stato organizzato con l’obiettivo di rafforzare le competenze dei professionisti nella comunicazione sanitaria, promuovendo un’informazione etica, corretta e basata su evidenze scientifiche, fondamentale per contrastare fake news e infodemia e tutelare la salute pubblica.

La presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Barbara Mangiacavalli è intervenuta in qualità di relatrice insieme a rappresentanti di altre Federazioni delle professioni sanitarie, ricercatori e giornalisti. Nel corso della sua relazione si è soffermata ruolo etico e sociale dell’infermiere, illustrando i punti cardine del Codice deontologico delle Professioni Infermieristiche e mettendo in evidenza le analogie deontologiche che legano la professione infermieristica e il mondo del giornalismo.

Ha quindi individuato cinque pilastri fondamentali che accomunano i codici di infermieri e giornalisti quali: la protezione prioritaria per i minori e per le persone vulnerabili; la custodia fiduciaria delle informazioni personali della persona assistita; il dovere di basarsi sulle evidenze scientifiche e sulla verifica rigorosa delle fonti; il costante aggiornamento delle competenze per rispondere ai bisogni della società e la tutela del diritto alla salute (Art. 32 della Costituzione) per la sanità, speculare al diritto all’informazione e alla libertà di stampa per i giornalisti.

Rispetto alle nuove tecnologie e al digitale, Mangiacavalli ha affermato con chiarezza che «la relazione di cura non potrà mai essere sostituita dall’Intelligenza Artificiale». L’IA può rappresentare un valido supporto per ridurre la burocrazia e velocizzare l’analisi dei dati, ma il suo valore risiede nell’unire l’efficienza tecnologica alla capacità di liberare tempo da dedicare all’ascolto e al contatto umano.

Infine, una proposta operativa: “organizzare percorsi di formazione congiunta tra professionisti sanitari e giornalisti”, partendo dall’analisi di casi concreti e situazioni di emergenza. Tale sinergia consentirebbe di gestire al meglio la comunicazione in momenti di crisi e di offrire all’opinione pubblica un’informazione sempre più autorevole, trasparente e responsabile, bilanciando l’esigenza di tempestività dei media con il dovere di contestualizzazione dell’ambito sanitario.