
“La salute non può essere un lusso per pochi, ma è una condizione essenziale per la pace sociale. Una copertura sanitaria universale non è soltanto un obiettivo tecnico da raggiungere, è prima di tutto un imperativo morale per le società che vogliono definirsi giuste. La tutela e la cura della salute devono essere accessibili ai più vulnerabili, perché ciò è richiesto dalla loro dignità e anche per evitare che un’ingiustizia diventi seme di conflitti”.
Le parole di Papa Leone XIV, che stringono nella stessa mano cura e pace, hanno scandito l’inizio dell’evento Oggi chi è il mio prossimo, organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al quale la FNOPI ha partecipato con la presidente Barbara Mangiacavalli e con i rappresentanti del Comitato centrale, delle Commissioni d’Albo e degli Ordini provinciali.
La giornata è stata aperta dall’udienza papale ed è proseguita con un importante momento di confronto riservato ai delegati delle Conferenze Episcopali Europee e dell’OMS alla presenza dei rappresentanti delle Professioni sanitarie e sociosanitarie.
“Il tema dell’equità, al centro di questa giornata – ha commentato la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli – per noi è rilevante sia dal punto di vista dell’erogazione dell’assistenza sanitaria sia rispetto alla distribuzione non omogenea di infermieri e infermieri pediatrici in Europa e nel mondo. Oggi ci siamo interrogati molto sul diritto alla salute, sull’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari e sul futuro che vogliamo dal punto di vista della salute. Perché se non c’è salute, non c’è futuro”.
Nel pomeriggio si è tenuto un convegno al quale ha preso parte il ministro della Salute, Orazio Schillaci che nel suo intervento ha parlato delle tante solitudini da combattere e della necessità di “costruire un sistema sanitario sempre più vicino alle persone, capace non solo di curare ma anche di prevenire l’isolamento sociale e di accompagnare i cittadini nei momenti di maggiore fragilità. Non si tratta di limitarsi a costruire edifici, ma di attuare quel modello di assistenza territoriale che è basato sul paradigma della presa in carico dei pazienti”. Il ministro ha poi riservato parole di attenzione e riconoscenza “alle donne e agli uomini che ogni giorno garantiscono a tutti il diritto alla salute. Anche questi professionisti sanitari affrontano la loro solitudine insieme ai malati soprattutto quando si trovano ad operare in situazioni di stress maggiore. In questi anni non è mancata da parte del Governo l’impegno per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori non solo dal punto di vista economico e professionale ma anche da quello della sicurezza”.
Durante il convegno è stato presentato il Secondo Rapporto Europeo sullo stato dell’equità in salute (HESRi2): un Rapporto orientato a promuovere e supportare, attraverso studi ed analisi dei dati nazionali ed europei, policy e impegno per l’equità nel mondo della salute in Europa.
“Tra gli obiettivi del documento – spiegano da OMS Europa – c’è quello di stabilire una base di riferimento per monitorare lo stato dell’equità nella salute e i progressi delle politiche di equità nella salute negli Stati Membri della Regione Europea dell’OMS. Ma anche: definire un’agenda per ampliare e facilitare l’azione sull’equità nella salute all’interno dei Paesi e tra le comunità di pratica nella Regione Europea. E infine: potenziare l’integrazione dell’equità nelle politiche e nei programmi dell’OMS.
Le analisi e i risultati del Rapporto serviranno, secondo i promotori, “a rafforzare l’impatto delle politiche e dei servizi sanitari sull’equità; aumentare l’impatto delle politiche intersettoriali per l’equità nella salute; migliorare la governance per affrontare più efficacemente le radici dell’esclusione, dello stigma e della discriminazione; costruire alleanze e promuovere migliori investimenti per una vita più sana per tutti”.
Tra i relatori della giornata, nomi illustri del panorama istituzionale italiano e europeo. Dal cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana a don Massimo Angelelli Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana. Da Monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana a Hans Henri Kluge, Regional Director WHO Europe, fino a Chris Brown, Head WHO European Office for Investment for Health and Development. E ancora Monsignor Gintaras Grusas, Presidente del CCEE, Alberto Siracusano, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e il biblista Stefano Vuaran.







