Home CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE, LA CARICA DEI “NOI CI SIAMO”: DAL LUNGOMARE DI CATANZARO UN APPELLO ALLA POLITICA

CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE, LA CARICA DEI “NOI CI SIAMO”: DAL LUNGOMARE DI CATANZARO UN APPELLO ALLA POLITICA

OPI: Catanzaro

–  Ieri la giornata inaugurale con la visita dei
clown al reparto di Pediatria dell’Azienda ospedaliera Renato Dulbecco di
Catanzaro, dove protagonisti assoluti sono stati i piccoli pazienti. Oggi
l’appuntamento sul lungomare di Catanzaro. Partenza dal monumento ai caduti
“L’Ancora” e arrivo al Parco “Gaslini” tra musica, allegria, speranza e tanto,
ma tanto, desiderio di dire “noi ci siamo”. L’adesione dell’OPI al Giro
d’Italia delle Cure Palliative ha ribadito ancora una volta che il progetto
nazionale nato per promuovere la cultura dell’assistenza pediatrica e del
supporto alle famiglie dei bambini affetti da patologie complesse va sostenuto
senza se e senza ma. Il tema del Giro 2026, la “Comunità Curante”, ci ha
fornito lo spunto per ragionare su un modello basato su responsabilità
condivisa e solidarietà. La cura non riguarda solo gli aspetti clinici, ma
anche la dimensione umana, relazionale e quotidiana della persona.Accanto a
noi, dirigenti medici ospedalieri, docenti, familiari e amici con il solo
obiettivo di continuare a sostenere pazienti e famiglie. Insieme si può
contrastare l’isolamento e rendere la cura più umana e istituzionalizzarla.
Questo il messaggio finale che abbiamo lanciato oggi dal Gaslini: faremo rete con
affinchè le istituzioni competenti, ai vari livelli, compiano il passo
necessario. E se necessario, per l’anno prossimo abbiamo in animo di
organizzare l’iniziativa legata al Giro nel cuore della politica regionale.
Oggi al Gaslini abbiamo sbandierato l’intento di portarlo diritto diritto nel
piazzale della Cittadella Regionale di Germaneto. Busseremo, urleremo, ci
faremo sentire. Faremo rete per dare concretezza alla “Comunità
curante” reale a cui i pazienti fragili hanno diritto. Perché cure
palliative non significa fine vita, non “inguaribilità” ma
trattamenti umani e dignitosi da cui dipendono reinserimento e vita. Quella
vera.

Fonte: OPI CATANZARO- UFFICIO COMUNICAZIONE-RESPONSABILE DOTT.SSA EMILIA CUTULLÈ

 

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