Settimana dell’allattamento, come sostenere le famiglie nella fase di rientro al lavoro

Il rientro al lavoro rappresenta per la madre e per il bambino una fase di cambiamento che può richiedere un accompagnamento graduale e rispettoso dei bisogni di entrambi. In questo passaggio, le professioni infermieristiche che operano in area pediatrica possono svolgere un ruolo importante nel sostenere la donna che desidera proseguire l’allattamento, attraverso l’ascolto, l’educazione sanitaria e il counselling, offrendo informazioni e strumenti pratici per conciliare, per quanto possibile, attività lavorativa, cura del bambino e allattamento.

È importante offrire alle famiglie informazioni e sostegno che possano favorire una transizione il più possibile serena e una conciliazione sostenibile tra attività lavorativa, cura del bambino e, se desiderata, prosecuzione dell’allattamento.

Nell’accompagnare la famiglia verso il rientro al lavoro, le professioni infermieristiche possono aiutare ad anticipare bisogni e possibili criticità, favorendo una pianificazione graduale della nuova quotidianità. Quando possibile, può essere utile preparare progressivamente il rientro, condividendo con le persone di riferimento l’organizzazione familiare e individuando il servizio educativo più adatto alle esigenze del bambino e della famiglia. Quando l’organizzazione familiare e del servizio lo consente, un inserimento graduale può aiutare il bambino a familiarizzare con gli ambienti, gli educatori e le nuove routine. Prima del rientro può essere utile sperimentare, un passo per volta, alcuni aspetti della nuova quotidianità, compresi i momenti di separazione, cercando, per quanto possibile, di evitare cambiamenti troppo ravvicinati. La madre può inoltre condividere con il personale del nido le abitudini del bambino relative al sonno, all’alimentazione, alla consolazione e alle modalità di comunicazione.

Tra gli ambiti nei quali le professioni infermieristiche possono offrire un sostegno concreto vi è la preparazione alla gestione dell’allattamento durante le ore di separazione. Se la madre desidera proseguire l’allattamento anche dopo il rientro al lavoro, può essere utile familiarizzare, senza fretta e secondo le proprie esigenze, con l’estrazione del latte materno e valutare modalità e tempi compatibili con la propria quotidianità. Può essere utile, inoltre, concordare con il nido le modalità di consegna, identificazione, conservazione e somministrazione del latte materno, nel rispetto delle procedure adottate dal servizio. Se il bambino resta a casa e se questo è compatibile con i ritmi della madre e del bambino, l’allattamento prima di uscire e al rientro può rappresentare un piacevole momento di vicinanza e contribuire al mantenimento della produzione di latte.

Nel pianificare il rientro al lavoro può essere utile conoscere anche le tutele previste dalla normativa italiana. Il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, rappresenta un riferimento importante per la tutela e il sostegno della maternità e della paternità. Il decreto disciplina, tra l’altro, i congedi di maternità e paternità, i congedi parentali, i riposi e i permessi connessi alla cura del bambino e alla genitorialità.

Le competenze delle professioni infermieristiche nell’accompagnamento al rientro al lavoro comprendono quindi educazione sanitaria, counselling, sostegno alla genitorialità e promozione dell’autonomia della donna e della famiglia. Il professionista può ascoltare bisogni e preferenze, offrire informazioni basate sulle evidenze, sostenere, quando desiderato, la gestione dell’allattamento e dell’estrazione del latte e favorire il raccordo multiprofessionale tra famiglia, pediatra, consultorio e servizi educativi. Il sostegno deve essere personalizzato e non giudicante, rispettando le scelte della famiglia e valorizzandone le risorse. Può inoltre comprendere l’informazione sulle tutele previste dalla normativa, orientando la donna verso il datore di lavoro, l’ufficio del personale o gli enti competenti per conoscere le concrete modalità di fruizione dei propri diritti. Il rientro al lavoro dopo la maternità può rappresentare una fase impegnativa e richiedere nuovi equilibri per tutta la famiglia. Alcune madri possono chiedersi se sia possibile conciliare l’attività lavorativa con la prosecuzione dell’allattamento. Quando la madre desidera continuare, una buona informazione e il sostegno della famiglia, dei professionisti e del contesto lavorativo possono facilitare questa scelta. Ogni situazione, tuttavia, è diversa: tempi, modalità e durata dell’allattamento vanno rispettati senza giudizio, valorizzando le esigenze e le decisioni di ciascuna madre e famiglia.

Allattare e lavorare può essere possibile: a fare la differenza è spesso una rete che sostiene, informa e accompagna.

Contributo a cura della Commissione d’Albo Nazionale Infermieri Pediatrici

Bibliografia di riferimento

  • World Health Organization. Infant and young child feeding. WHO.
  • World Health Organization. Guideline for complementary feeding of infants and young children 6–23 months of age. Geneva: WHO; 2023.
  • WHO, UNICEF. Protecting, promoting and supporting breastfeeding in facilities providing maternity and newborn services: the Baby-friendly Hospital Initiative. WHO; 2018.
  • World Health Organization. Breastfeeding and family-friendly policies: advocacy brief. WHO; 2019.
  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, con particolare riferimento agli artt. 32 e 39-41.
  • Legge 8 marzo 2000, n. 53. Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione.
  • International Labour Organization. Maternity Protection Convention, 2000 (No. 183).
  • Ministero della Salute. Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno.
  • Giorgia Cozza. Allattare e lavorare si può. 2016. https://www.lllitalia.org/risorse/libri/10023-libri/569-allattare-e-lavorare-si-puo.html