Longevità e sostenibilità, le sfide del sistema salute a convegno

“Non si tratta solo di efficientare il sistema, ma dobbiamo renderlo sempre più appropriato ed efficace. In Italia aumenterà sempre di più la domanda di cure assistenziali e noi dobbiamo diversificare le risposte per venire incontro ai bisogni di salute dei cittadini”.

La presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli, è intervenuta convegno Innovazione e sostenibilità per il futuro del SSN. Innovare modelli organizzativi e tecnologici per garantire sostenibilità e qualità in un’Italia sempre più longeva. L’evento, promosso da Clariane Italia in partnership con il Centro di Ricerca sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale  (Cergas) SDA Bocconi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, degli ordini professionali e del mondo sindacale, oltre a esperti di management sanitario, per un dibattito che ha messo in luce necessità e proposte volte al rinnovamento del Servizio Sanitario Nazionale, di fronte alle sfide demografiche ed economiche del nostro tempo.

Al centro del dibattito, l’urgenza di rispondere a una crisi demografica che vede l’invecchiamento della popolazione come una sfida non più rimandabile per la tenuta del Servizio sanitario nazionale.

“Se gli infermieri negli anni si sono specializzati – ha proseguito Mangiacavalli -, lo hanno fatto per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini e per collaborare dentro le equipe multiprofessionali. In questa logica, abbiamo iniziato a lavorare a un percorso di sgranatura della professione, verso il basso e verso l’alto: dall’assistente infermiere alle specializzazioni magistrali cliniche su tre settori che rappresentano le sfide del nostro Paese. E tutto questo, non in una logica sostitutiva, ma per differenziare le competenze e avvicinarsi a un’ottica di adavanced nurse che in tutto il mondo è già presente. In questa maniera, si ricostruisce la filiera assistenziale che consente di rimodulare standard, presenze, ruoli, funzioni, competenze secondo i diversi setting assistenziali e secondo i bisogni di cura e di assistenza dei nostri cittadini”.

Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati di tre ricerche condotte da Cergas SDA Bocconi che evidenziano “una crisi di sostenibilità strutturale del SSN alimentata da un “deserto demografico” senza precedenti, in grado di mettere a rischio l’attuale equilibrio tra bisogni e risorse. Con una popolazione over 65 che ha raggiunto il 24%, si stima che entro il 2050 la forza lavoro potenziale si ridurrà del 30%, rendendo l’attuale modello organizzativo del SSN, basato su standard normativi rigidi e sedimentati, non più sostenibile. Ad oggi – hanno spiegato i ricercatori – ben il 70% della spesa del SSN è assorbito dalle cure per i pazienti cronici, una pressione che ha già innescato un razionamento implicito: solo il 49% delle prestazioni è a carico del sistema pubblico, mentre il 51% è a carico delle famiglie che è costretto a ricorrere a spese out-of-pocket o attraverso l’intermediazione di un’assicurazione. Questo scenario impone un urgente cambio di paradigma per garantire la tenuta del sistema a fronte di risorse umane ed economiche sempre più limitate”.

In tal senso, nel position paper Nuovi standard di personale e tecnologici e pooling di risorse pubbliche e private per lo sviluppo sostenibile del Servizio Sanitario Nazionale elaborato da Cergas SDA Bocconi per Clariane e diffuso durante l’evento, è particolarmente interessante il paragrafo dedicato staff-mix e skill mix che evidenzia come i cambi di paradigma non sono processi immediati, ma richiedono investimenti in formazione, chiarezza dei ruoli e una governance capace di gestire le tensioni interprofessionali.

“Il DPCM del 28 febbraio 2025 – si legge nel paper – formalizza l’assistente infermiere come una figura intermedia tra OSS e infermiere, chiamata a svolgere attività assistenziali standardizzate e a bassa discrezionalità, sotto supervisione infermieristica. La scelta risponde all’esigenza di adattare l’assetto regolativo a un contesto mutato, ma si inserisce in un quadro di professioni e ruoli già molto stratificato”. Dimostrando che “anche quando l’innovazione può potenzialmente allinearsi agli interessi di lungo periodo del sistema e degli attori coinvolti, il superamento dello status quo incontra inevitabilmente delle resistenze”.

QUI IL TESTO COMPLETO DEL POSITION PAPER