Diabete, “fondamentale un’educazione terapeutica costante”

Istituita nel 1992, la Giornata Mondiale del Diabete nasce su iniziativa della Federazione Internazionale del Diabete (IDF) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per rispondere alla crescente diffusione della malattia a livello globale.

Il 20 dicembre 2006 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 61/225, l’ha proclamata giornata ufficiale dell’ONU, riconoscendo il diabete come una patologia cronica, invalidante e costosa, associata a gravi complicanze a breve e lungo termine. A livello epidemiologico, la patologia diabetica (prevalentemente diabete mellito di tipo 1 (T1DM) e di tipo 2) presenta un trend in salita, diventando sempre più frequente tra bambini/e ed adolescenti.

In Italia, l’incidenza varia sensibilmente tra le regioni, con tassi generalmente più elevati al Nord e un picco significativo in Sardegna. Ad oggi ci sono circa 20mila bambini e adolescenti con T1DM in Italia. La gestione del diabete richiede un impegno quotidiano, continuo e personalizzato sulle esigenze metaboliche e sulle attività di ogni giorno. La sicurezza delle cure passa da un’educazione terapeutica costante, progressiva e mirata a costruire consapevolezza della malattia fino al raggiungimento della piena autogestione o self-care.

In questa prospettiva, l’educazione terapeutica deve avvalersi di strumenti dedicati, come i soggiorni educativo-terapeutici (detti anche campi scuola): contesti strutturati, ma lontani dai setting clinici spesso asettici e freddi, dove, in un clima sicuro e motivante, bambini e ragazzi sperimentano sul campo ciò che apprendono, si confrontano tra pari, sviluppano autonomia e spirito di problem-solving. Questi campi possono essere organizzati con modalità diverse in base ai differenti obiettivi da raggiungere (campi istruttivi, sportivi, nutrizionali, di aggregazione ecc.) e devono essere specifici per i diversi gruppi di età. Inoltre, il gruppo di partecipanti può essere locale, regionale, nazionale o internazionale.

In questi contesti l’apprendimento avviene attraverso l’esperienza diretta, la condivisione e la partecipazione attiva. I partecipanti sono sempre supportati da equipe multiprofessionali, all’interno delle quali, la presenza infermieristica è essenziale: l’infermiere osserva, guida, rinforza i comportamenti corretti, sostiene la motivazione e facilita la traduzione delle conoscenze in competenze pratiche, contribuendo in modo decisivo alla sicurezza e all’autonomia dei giovani con diabete. Se per  bambini e ragazzi il campo scuola diventa un laboratorio di autonomia, fiducia e resilienza, per gli operatori sanitari costituisce un’occasione preziosa per osservare ascoltare e instaurare relazioni terapeutiche autentiche e per la famiglia rappresenta una conferma che la conoscenza ed il sostegno collettivo sono la base di ogni percorso di cura efficace. La bellezza dei campi come risorsa educazionale si manifesta anche come occasione di crescita personale, di amicizia e di condivisione.

Questi aspetti ben si evincono dalle parole stesse di chi vi ha partecipato:  “La cura più grande per me sono i miei amici, i miei genitori, i medici, ma anche questi ragazzi che con uno sguardo capiscono come ti senti. Quando sono qui (al campo educazionale) è come se tutto il resto alla fine non fosse troppo importante. Sono amicizie reali, sincere, dettate da una cosa che ci accomuna. Quindi, tutto sommato, lo ringrazio il diabete. Perché mi ha fatto capire l’importanza del volere bene e di sentirsi accettati e amati”.

Il messaggio del campo è chiaro: affrontare il diabete è più facile quando si è insieme. Nella Giornata Mondiale del Diabete, ribadiamo come questi momenti di incontro non solo favoriscano l’autonomia e la consapevolezza nella gestione della malattia, ma creino anche una comunità di sostegno dove la cura diventa un gesto collettivo e condiviso, sottolineando il valore umano e affettivo di un percorso che va oltre la malattia.

Per approfondire: https://giornatadeldiabete.it/

Contributo a cura della Commissione Albo Infermieri Pediatrici FNOPI

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