“Multiprofessionalità e nuovi modelli organizzativi per riformare il sistema salute”

Si è tenuta a Roma oggi, 15 aprile 2026, la terza edizione del Forum Salute promosso e organizzato  dall’agenzia di stampa Adnkronos.

Al centro dell’evento dal titolo Salute, prevenzione e risorse: le sfide sono state poste le difficoltà strutturali del sistema. Ad esempio le liste di attesa, la carenza di personale e di risorse, che impongono nuove strategie per la sua sostenibilità. E poi ancora, prevenzione, gestione delle malattie croniche e centralità del paziente come obiettivi da raggiungere.

La FNOPI, con la presidente Barbara Mangiacavalli, ha partecipato alla tavola rotonda moderata dalla giornalista Raffaella Ammirati dal titolo Le riforme per la sanità, dalle liste d’attesa al personale.

Un’occasione per fotografare la situazione attuale del sistema sanitario e proporre interventi strutturali capaci di dare risposte tempestive e valorizzare i professionisti.

“La carenza di infermieri – ha spiegato la presidente Mangiacavalli – non è un problema nuovo. In Italia si ripresenta con cadenza ciclica, circa ogni 15-18 anni. Nel tempo sono stati messi in campo diversi interventi: miglioramenti contrattuali, incentivi economici, nuove figure professionali e borse di studio per il corso di Infermieristica. Tuttavia, alcune misure non hanno prodotto risultati duraturi. Oggi si sta cercando di affrontare il problema in modo più strutturale, perché le soluzioni temporanee non bastano. La sanità moderna, infatti, non può più basarsi su singole professionalità che lavorano in modo isolato, ma deve essere organizzata in team multidisciplinari e integrati”.

VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE

Tutto deve partire da valorizzazione delle competenze e dalla diversificazione dei modelli organizzativi per arrivare sempre più vicini al cittadino, sviluppando sempre di più la rete dell’assistenza territoriale che, ha spiegato Mangiacavalli “è ancora in fase iniziale: sono stati reclutati solo circa 7.000 infermieri, con forti differenze tra le Regioni. Le Case di comunità dovrebbero diventare il centro della rete territoriale, collegate con medici di medicina generale, pediatri, specialisti, farmacie dei servizi, Rsa e altri servizi, anche tramite telemedicina e sanità digitale. In questo modo si costruirebbe una vera sanità di prossimità, in cui il cittadino viene seguito in modo continuo e integrato”.

NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI

Rispetto alle liste d’attesa, la presidente ha evidenziato che “non si può risolvere il problema semplicemente aumentando le prestazioni, se il sistema è inefficiente: è come riempire un secchio bucato. Bisogna anche ridurre prescrizioni inappropriate e riorganizzare i percorsi di cura. L’Italia è uno dei Paesi più anziani al mondo e una larga parte della popolazione anziana convive con malattie croniche, fragilità e non autosufficienza. Questo significa che molti accessi alle liste d’attesa riguardano controlli ripetuti e programmati, che potrebbero essere gestiti in modo diverso”.

L’idea è quindi quella di “spostare i pazienti cronici dentro percorsi strutturati, in cui non rientrano continuamente nelle liste d’attesa per ogni controllo, ma vengono seguiti in modo organizzato e programmato. In questi percorsi possono avere un ruolo importante anche gli infermieri, ad esempio nella gestione di ambulatori per diabete, scompenso cardiaco, medicazioni avanzate o controlli specialistici. Questo permetterebbe di differenziare la risposta ai vari bisogni di salute e ai cittadini con problemi acuti di accedere più facilmente alle prestazioni”.

IL VIDEO DELL’INTERO EVENTO