
Nella Giornata Mondiale del Malato, Famiglia Cristiana dedica sei pagine alla professione infermieristica.
Sull’edizione cartacea del settimanale, disponibile dal 12 febbraio in tutte le edicole, un ampio servizio racconta la professione attraverso le voci dei protagonisti, accompagnandoli nella loro quotidianità. Ascolta gli infermieri, gli studenti di Infermieristica e ne condivide le loro aspirazioni, indagando le sfide che attendono il Servizio sanitario nazionale. Un contributo importante per accendere i riflettori su chi ogni giorno è accanto alle persone nei momenti più fragili della loro vita.
All’interno dello speciale, uno spazio viene dedicato alle politiche istituzionali con un’intervista alla Presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli.
In questa giornata il focus acceso sulle professioni infermieristiche consente quindi di concentrare l’attenzione sulla dimensione umana della cura e sul ruolo degli infermieri.
Come ha avuto modo di sottolineare la presidente Mangiacavalli nel corso dell’intervista che tocca numerosi aspetti della professione, “per l’infermiere la “relazione” è una parola d’ordine. Nello svolgimento della nostra professione siamo guidati dal privilegio di relazionarci con la persona assistita, con gli altri colleghi, con le altre professioni, con gli enti di governo. Il valore fondamentale della nostra professione è la relazione con l’altro: senza non può esistere”.
Come recita l’articolo 4 del Codice Deontologico, il tempo di cura è tempo di relazione. Nell’agire professionale l’infermiere stabilisce una relazione di cura fondandola sull’ascolto e sul dialogo. In questo rapporto di cura che si incontrano i bisogni, dove la persona assistita e il professionista imparano a condividere storie e vissuti e ad affrontare la malattia senza solitudine. Gli infermieri sono i professionisti che più di tutti stanno vicini ai malati dedicandosi alla cura della persona, più che alla malattia.







