L’orizzonte europeo degli infermieri, convegno FNOPI a Welfair

L’evoluzione delle cure territoriali e della pratica clinica pone la figura dell’infermiere sempre più al centro dei sistemi sanitari, in Italia e in Europa. Per rispondere alla carenza di professionisti e rafforzarne l’attrattività, occorre innovare i modelli di riconoscimento e garantire un reclutamento etico. Sono questi i temi chiave affrontati mercoledì 14 ottobre a Welfair (Fiera di Roma) nell’evento organizzato dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) dal titolo “L’orizzonte europeo per le professioni infermieristiche: mobilità e lavoro di qualità”.

Il confronto ha offerto spunti strategici sulle sfide legate alla mobilità all’interno dell’Unione Europea e per i professionisti reclutati fuori dal continente. Il dibattito, moderato dal giornalista Cesare Buquicchio, ha visto la partecipazione di esperti istituzionali di altissimo profilo: Joseph Jona Falco, Policy Officer, European Commission – DG Employment, Social Affairs and Inclusion, ha illustrato l’evoluzione e le prospettive future introdotte dal Fair Labour Mobility Package. Le dinamiche legate alle nuove normative europee sulla migrazione degli infermieri sono state approfondite da Friedrich Poeschel, Senior Research Fellow del Migration Policy Centre presso l’European University Institute.

Uno sguardo pratico ai modelli esteri è stato fornito da Sandra Postel, Presidente della Pflegekammer Nordrhein-Westfalen (Ordine Infermieri Nord Reno-Vestfalia, Germania), che ha condiviso l’esperienza tedesca nell’integrazione degli infermieri garantendo alti standard di qualità. Sul fronte accademico italiano, Teresa Rea, consigliera FNOPI, Presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli e professoressa all’Università Federico II, ha analizzato il contributo delle università nella valutazione e valorizzazione delle reali competenze. Infine, le sfide pratiche del reclutamento, inclusi progetti sul campo come quello in Argentina, sono state trattate da Simone Bentrovato, Presidente Federterziario Socio-Sanitaria, e Andrea Migliorati, Specialty Manager Healthcare di Randstad.

A tracciare la sintesi dei lavori è stata Beatrice Mazzoleni, consigliera FNOPI con delega all’Internazionalizzazione e Vicepresidente dell’ENC (European Nursing Council). Mazzoleni ha evidenziato il lavoro della task force istituita da quattro anni con il Ministero della Salute, nata per definire al meglio la gestione dei riconoscimenti dei titoli. “La Direttiva 36/2005 garantisce la trasportabilità del titolo generalista, ma non include le competenze specialistiche, ambito in cui l’Italia ha raggiunto la media degli standard più alti dei Paesi europei – ha spiegato Mazzoleni – Un infermiere iperspecializzato che arriva in Italia oggi parte dal punto zero. Questo ci fa perdere in partenza a livello di attrattività internazionale. Per questo porteremo a Bruxelles la richiesta di riaprire i parametri della Direttiva per includervi le specializzazioni”.

Mazzoleni ha infine sottolineato il ruolo della Federazione e degli Ordini. “Siamo i garanti dell’accesso, ma tuteliamo anche l’intero percorso di vita professionale e la formazione continua. Raccogliendo gli appelli delle istituzioni comunitarie, non parliamo più solo di professionisti o competenze – ha concluso -, ma di talenti. Dobbiamo trattare le risorse infermieristiche come talenti: sia in entrata che in uscita, che con il mantenimento nel sistema salute”.