
Il Ministero della Salute ha presentato il Rapporto sulla salute mentale. Il Rapporto, con dati riferiti al 2024, costituisce la più ricca fonte di informazioni sul tema e offre una panoramica dettagliata sullo stato della salute mentale in Italia e sui servizi connessi.
Servizi, come si legge nel documento, erogati soprattutto da “infermieri (44,1%) e medici (28,9%). Il 33,9% degli interventi è, infatti, rappresentato da attività infermieristica a domicilio e nel territorio. Il 25,4% da attività psichiatrica, il 10,7% da attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale, il 6,8% da attività di coordinamento, il 4,2% da attività di supporto alla vita quotidiana, il 7,4% da attività psicologica-psicoterapica. La quota restante riguarda attività rivolta alla famiglia e attività di supporto. Complessivamente, le prestazioni erogate nel 2024 dai servizi territoriali ammontano a 10.061.000, con una media di 13,6 per utente. Complessivamente l’81,7% degli interventi è effettuato in sede, l’8,3% a domicilio, il resto in una sede esterna”.
Secondo il Rapporto “sono state 845.516 le persone con problemi di salute mentale assistite nel 2024 dai servizi specialistici. Nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti di sesso femminile: le donne sono il 55,9%. Con riferimento all’età, la composizione degli assistiti riflette l’invecchiamento della popolazione generale: il 66,3% è al di sopra dei 45 anni. In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti sotto i 25 anni e sopra i 75. La più alta concentrazione si ha nelle classi 45-54 anni e 55-64 anni: 45% circa in entrambi i sessi. Le donne, rispetto agli uomini, presentano una percentuale più elevata nella classe over 75 (il 10% nelle donne, contro il 6,4% negli uomini). Nel 2024 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 272.497. Di questi il 95% ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita (258.999 unità)”.
Dal Ministero della Salute specificano, infine, che “a seguito della definizione del nuovo Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) 2025-2030, voluto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e reso operativo dall’Accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025, sarà comunque necessario un adeguamento del Rapporto con l’introduzione di indicatori utili al monitoraggio delle nuove azioni di intervento previste. Il nuovo Piano di azione nazionale per la Salute mentale, aggiornato dopo oltre dieci anni, prevede, infatti, diverse novità e può contare su risorse specifiche previste nell’ultima legge di Bilancio che ha stanziato 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028, 30 milioni all’anno dal 2029. In particolare, 30 milioni all’anno sono vincolati alle assunzioni di personale. Il Piano prevede il potenziamento della diagnosi precoce, il rafforzamento della neuropsichiatria infantile e la creazione di équipe multidisciplinari attive sul territorio, in collaborazione con famiglie, scuole e istituzioni locali. Il Piano rafforza, poi, i percorsi di promozione, prevenzione, cura, riabilitazione e integrazione sociosanitaria lungo tutto l’arco della vita, con un focus su infanzia, adolescenza e transizione all’età adulta, nonché con uno sguardo all’ambiente digitale e all’emergere di nuovi bisogni in un contesto sociale e sanitario in evoluzione”.
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