
In un’epoca di profondi mutamenti sociali e demografici, che impongono un nuovo modo di vedere la salute e la sanità, la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) sceglie la platea del Festival della TV di Dogliani, in programma dal 29 al 31 maggio, per tessere una trama inedita tra cura e comunicazione.
La presenza di FNOPI al Festival non è solo una partecipazione istituzionale, ma l’affermazione di una volontà precisa: abitare i luoghi dove nascono le storie per instaurare un dialogo più stretto con il mondo della televisione, del cinema, del teatro e di tutti gli altri media e declinare nuove narrazioni della professione infermieristica adeguate alle sfide dell’oggi e del domani.
Accanto alle attività di sostegno e guida della professione, alle iniziative istituzionali, normative e a quelle di ricerca e di formazione, da diversi anni FNOPI persegue una comunicazione evocativa che possa rinnovare e allineare il racconto dell’infermieristica al protagonismo di una professione che è, al contempo, scienza e cuore del Paese.
Non si tratta di parlare solo di cura e assistenza, ma di cultura, poiché, sempre di più, la “cultura è cura”. Questa visione ha già preso corpo in iniziative di alto valore simbolico, come il docufilm “Ovunque per il bene di tutti”, prodotto da FNOPI e disponibile su RaiPlay. L’opera racconta un’infermieristica di prossimità che esce dagli ospedali per entrare nelle case, nelle scuole e nei contesti di fragilità, siglando un patto di vicinanza indissolubile con il cittadino.
“Siamo a Dogliani per esplorare nuove connessioni con gli autori e con le figure di riferimento dei media e, attraverso il loro linguaggio, declinare nuove narrazioni – spiega Nicola Draoli, consigliere nazionale FNOPI con delega alla comunicazione – L’Italia ha bisogno di infermiere e infermieri che siano protagonisti consapevoli della scena sociale, pronti a guidare il cambiamento del sistema salute con competenza, etica e una profonda capacità di ascolto, lanciando così un messaggio chiaro anche ai giovani che devono scegliere il proprio futuro”.
In un Paese che invecchia, dove i bisogni di salute si fanno complessi, l’infermiere emerge come figura centrale per una presa in carico ampia e umana. È questo il “talento degli infermieri” già celebrato a Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023 – dove arte e scienza si sono fuse in performance teatrali – o nel progetto con la Fondazione Teatro di Roma “L’arte di curare e di raccontare”. A Dogliani, FNOPI ribadisce che la salute del futuro passa anche attraverso il racconto di chi, ogni giorno, ne è il primo custode.







