Addio a suor Odilia, una vita al servizio della Professione e della Chiesa

La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche esprime profondo cordoglio per la morte di suor Odilia D’Avella, avvenuta oggi, 23 maggio 2026, a Napoli, nella Casa centrale delle Suore Figlie della Carità dove risiedeva dopo una lunga e intensa vita al servizio della Professione e della Chiesa.

Forte, combattiva e determinata, D’Avella dal 1982 al 1994 ha ricoperto in tre trienni la carica di presidente della Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI. Con il suo operato, ha dato una spinta decisiva alla nascita della Federazione così come la conosciamo oggi. Al centro dei suoi mandati: la formazione universitaria, il profilo professionale, la deontologia, l’impegno politico e la comunicazione.

La vita di suor Odilia, nata a Montefalcone di Val Fortore, un piccolo comune della provincia di Benevento, con poco più di mille abitanti, è stata scandita da una frase di Antonio Gramsci del 1919 sulla quale in molte occasioni ha espresso condivisione: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”

Infermiera, entra a vent’anni nell’Ordine delle Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli fondato nel 1633 per superare il tabù che separava le religiose dalla cura dei corpi. Nel 1963, a ventisei anni, dirige già la scuola dell’Ospedale dei Pellegrini a Napoli e lo fa per circa un ventennio con un progetto organico e articolato: liberare la professione infermieristica dal ruolo ancillare nei confronti di quella medica, modificare i profili professionali per segnare davvero un svolta, dare voce ai diritti dei malati.

Rispettosa della mission e della visione della professione infermieristica, è sempre riuscita a superare i numerosi ostacoli che ha incontrato. Ostinata e coraggiosa, ha saputo “sovvertire” le regole al momento e nel modo giusto perché le conosceva bene. È stata per molti anni presidente delle direttrici per scuole infermieristiche della Federazione Italiana Religiose Ospedaliere. Dirigente dell’assistenza infermieristica, è stata docente di Etica e Deontologia professionale e Presidente del Collegio interprovinciale Ipasvi di Napoli – Caserta – Benevento e Campobasso.

Nel 1979 entra nella Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI come segretaria nazionale di cui assume la Presidenza nei mandati 1982/1985, 1988/1991, 1991/1994 e componente del Comitato Centrale della Federazione nei trienni 1985/1988 e 1994/1997. Ai vertici dell’organo di rappresentanza della professione in anni difficili per la professione infermieristica, avvia e favorisce ogni processo di cambiamento e di innovazione. Gli obiettivi da raggiungere: profilo professionale, formazione universitaria, riconoscimento della responsabilità e dell’autonomia professionale. Questioni, queste, che la spingono a incontrare la politica, a frequentare con assiduità le stanze del Palazzo aprendo un confronto serrato con le istituzioni e investendo ella crescita e nella valorizzazione dell’ente di rappresentanza della professione.

Il 27 marzo del 1992 le viene conferita la Medaglia D’Oro al Merito della Sanità Pubblica, onorificenza riconosciuta a persone che abbiano reso con prestazioni, segnalati servizi nel settore della sanità pubblica. E lei con il suo instancabile impegno per la professione infermieristica lo ha sempre fatto.

Fare memoria, fare cultura, fare rete, fare condivisione in anni non facili: anni che sono stati di grande fermento e coraggio per aprire strade nuove mai o poco sperimentate prima di allora. E lei ho ha fatto per gli infermieri e per i cittadini, dando la giusta spinta al processo di professionalizzazione degli infermieri.

Il decollo di questo processo non era scontato, ma lei è riuscita a guidarlo, considerandosi sempre in trincea e mai pensando alla ritirata.

“Vale la pena fare l’infermiere, ma bisogna essere motivati, perché la motivazione, quando si intraprende una professione come questa, è fondamentale. Se non c’è la motivazione o si fa solo per il guadagno, non la si può svolgere bene”, diceva.

Le tappe più significative della sua storia umana e professionale sono disponibili in una lunga intervista raccolta nel 2023 e pubblicata sul sito FNOPI Infermieri oggi e domani.

Le esequie saranno celebrate lunedì 25 maggio alle ore 10, a Napoli, nella chiesa Figlie della Carità in via S. Luisa de Marillac.